Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1956
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pagina
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200
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200 Luigi Salvatorelli
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Era precisamente questo contenuto sociale del giurisdizio-nalismo e deiranticurialismo a creare intorno ad esso una com-munis opinio favorevole degli intellettuali, della quale elementi e manifestazioni si ritrovano negli scrittori più diversi, laici ed ecclesiastici. Gli Annali del Muratori fornivano un arsenale di spunti morali e religiosi, piuttostoclié di diritto canonico, per svalutare le scomuniche e gli interdetti emanati a favore della politica papale, di efficacia più larga e profonda che non fossero le distinzioni sottili del Tamburini, nella Vera idea della Santa Sede, delle quattro autorità del papa e fra lui e la Santa Sede; o la tesi del Tanucci, di attenersi ai canoni e fare a meno di chiedere dispense a Roma, rendendola così impotente. Un sonetto del Parini in esaltazione di Giuseppe II e del giusep-pismo faceva più effetto di una dissertazione giuridica anticuriale; così come i suoi sciolti contro gli autodafé servivano la causa della tolleranza religiosa quanto il trattato De Tolerantia di Zola e Tamburini; mentre l'ode alla Venerabile Impostura , mordendo le falsità servili del paganesimo, suggeriva altre e più vicine applicazioni.
E così il Baretti, letterato e non politico, impugna il diritto de la corte di Roma di proibire libri a casa altrui , riferendosi a quanto era stato deciso da parlamenti di Francia, da senati di Venezia e da vari altri venerandi ceti di persone, che pur si pregiano d'essere cattoliche, apostoliche e romane quanto gli stessi cardinali e monsignori di Roma . E strepita contro i frati, prendendo partito per la politica ecclesiastica di Napoli e Parma. Uno scrittore bellicosamente conservatore, Carlo Gozzi, polemizza contro la degenerazione clericale, i privilegi ecclesiastici, il papato, e rievoca la semplictà e povertà della Chiesa primitiva. H Genovesi nega coll'Evangelo di San Marco in mano che il papa sia monarca universale; e deplora che la Chiesa sia divenuta impuro teatro mondano. Pietro Verri scrive al fratello Alessandro che se Roma non muta politica verrà il terremoto .
Queste manifestazioni occasionali di antiromanesimo, anticlericalismo e, almeno tendenzialmente, di riformismo religioso