Rassegna storica del Risorgimento

anno <1956>   pagina <203>
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Il problema religioso nel Risorgimento 203
unitario di nuova politica ecclesiastica, e più in generale di nuove relazioni fra società nazionale e religiosa : impulso di cui difet­tava la Francia stessa.
La prima novità portata dalla rivoluzione in Francia in questo campo era stata quella di un anticattolicesimo persecu­torio, tendente a instaurare professione e culto di un razionalismo prevalentemente teistico, ma liquidante ogni religione rivelata a profìtto della Dea Ragione , o della religione naturale di Kousseau pervasa di sentimento preromantico. Lo stadio acuto della persecuzione negativa e della propaganda positiva aveva durato assai poco : e si erano andate realizzando, a sbalzi e quasi a tentoni, nel quadro della separazione fra Chiesa e Stato una laicizzazione completa della vita pubblica, e una coesistenza della vecchia Chiesa divisa in due dallo scisma con i tentativi di nuovi culti e con l'indifferenza e l'ostilità antireligiosa del ceto dirigente.
In Italia, il tempo della rivoluzione precedente le istituzioni delle repubbliche ci presenta indizi di una radicalizzazione del pensiero politico-ecclesiastico. Lo scritto rimasto allora inedito di Pietro Verri, Decadenza del papato, idea del governo di Vene­zia e degli italiani in genere, accusa il ceto privilegiato clericale di aver distrutto la solidarietà cittadina, il celibato ecclesiastico di aver contribuito all'estraniamento del clero dalla società civile, il sistema papale di avere esercitato un'azione oscurantistica, 1 educazione clericale di aver mortificato l'intelligenza e il carat­tere. Peggio, naturalmente, aveva scritto il Gorani, che nelle Prédictìons del 1793 inseriva una lettera a Pio VI condannante il papato teocratico e trattante papa Braschi da commediante ateo e immorale.
Più equilibrate, e potremmo dire sfumate, sono, a repub­blica cisalpina instaurata, le idee di uno dei maggiori rappre­sentanti della nuova intellettualità politica, Melchiorre Gioia. La sua dissertazione famosa sul tema messo a concorso dal nuovo governo, Quale dei governi liberi meglio convenga alla felicita dell'Italia, investe la superstizione di Roma contraria al po­tere dei sovrani, alla libertà, alla solidarietà sociale, ai diritti dell'uomo. Sarà la filosofìa a rigenerare l'Italia, essa che ha liberato dalla tirannide l'America e la Francia. Tuttavia l'autore