Rassegna storica del Risorgimento

anno <1956>   pagina <209>
immagine non disponibile

Il problema religioso nel Risorgimento 209
del Potere temporale soppresso con la detenzione papale e il conflitto religioso; e la questione temporale assunse una prima consistenza. Tanto più che venne a far corpo con quella che possiamo chiamare la Resistenza italiana al dominio franco-napoleonico: Resistenza in cui il clero figurò largamente, anche con le armi in pugno. I curialisti vi si confusero con i giansenisti : era giansenista, autore di scritti in favore di Scipione de' Ricci e della democrazia, quel parroco Passerini che capitanò nel 1806 un moto in Val d'Intelvi per ristabilire la repubblica e ridare Roma al papa; e anche innanzi al tribunale milanese rinfacciò al Bonaparte in pari tempo lo spergiuro alla costitu­zione e la violazione del concordato, e intrepido affrontò la fucilazione.
Codesto era neoguelfismo in atto. In idea, i gracili spunti neoguelfi di fine Settecento assumono una prima consistenza nel Foscolo, combinandosi tuttavia col persistente riformismo sette­centesco. Nella Servita d'Italia egli scrisse, collegando la con­clusa esperienza rivoluzionario-napoleonica a tutta la precedente storia italiana, cbe nell'undecimo secolo i papi erano stati i primi veraci padri d'Italia resistendo agli imperatori ed edu­cando gli Italiani alle armi e alla libertà; ma poi, ostinandosi nell'indirizzo teocratico, avevano dimenticato il legame fra pa­pato e indipendenza italiana. La religione di Cristo, santa in sé ed eterna, adesso era corrotta, e si poteva dire più cattolica cbe cristiana. Occorreva vincere questa corruzione perché si rista­bilisse la potenza e dignità del papa, supremo tutore della Religione d'Europa, principe elettivo e italiano, ed egli sussistesse e regnasse in Italia .
Dalla confluenza delle diverse correnti ostili al dispotismo napoleonico quella conservatrice-retriva emerse dominante so­prattutto in Italia. Ciò vale particolarmente per la politica eccle­siastica. Primo fatto capitale di questa fu la nuova saldatura fra Chiesa e Stato, preparata da Napoleone medesimo, ma realiz­zatasi in modo.ben diverso da quello immaginato da lui, con un