Rassegna storica del Risorgimento

anno <1956>   pagina <210>
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210 Luigi Salvatorelli
quasi capovolgimento rispetto al Settecento. Gli alti dirigenti del restaurato assolutismo conservarono la mentalità del rischia­ramento settecentesco, ma senza il suo spirito. All'ottimismo propulsivo era successo un conservatorismo timoroso, e l'azione dei governi, da progressista e riformista, si fece statica e retriva. Si ruppe l'alleanza del secolo XVIII fra governi e intellettualità.
Rispetto alla Chiesa, i governi del Settecento avevano avuto il contegno di chi tutela e apprezza, ma ancor più frena, con­trolla, dirige, ritenendosi di forza e coscienza superiori. Adesso* ferma rimanendo l'impalcatura giurisdizionalistica, si incrementa l'appoggio governativo alla Chiesa, diminuisce il controllo, scom­pare ogni propulsione riformistica. Lo Stato ritiene di aver biso­gno della Chiesa, e questa lo sa e lo dice. Il rapporto di forza morale fra i due poteri si è alterato radicalmente a danno di quello civile.
Nel Lombardo-Veneto austriaco, come in tutto l'impero absburgico, permane il giuseppismo formale, ma abbandonando via via le sue posizioni. Revocata in massima l'abolizione gene­rale delle corporazioni religiose che Napoleone aveva effettuato senza reazioni sensibili, le loro famiglie tornano una dopo l'altra, e si moltiplicano i loro stabilimenti. Più fedele alle tradizioni leopoldine fu la Toscana; ma la pressione curiale si andò accre­scendo al punto che nel 1840 il confessore del granduca gli negò l'assoluzione. Il Piemonte sotto Carlo Alberto ebbe per lunghi anni ministro il clericale puro Solaro, che in ogni occasione pren­deva le parti della Chiesa contro lo Stato, e riteneva che l'inco­ronazione di Carlomagno per mano di Leone UT avesse fondato la supremazia della Santa Sede su tutte le corone. Il codice penale albertino puniva le offese alla religione cattolica con le pene più gravi fino alla morte inclusa.
Accanto a un simile appoggio dello Stato, la Chiesa si andava creando una sua massa di fedeli, in alto con le affiliazioni delle conventicole clerico-nobiliari, in basso con le missioni popolari anticipanti i metodi dei partiti di massa odierni. In Lombardia, che rimase il paese più iDuminato , più laico d'Italia, alla vigilia del Quarantotto si constatava la forza senza rivali del par­tito ultracattolico , avverso a tutte le nuove istituzioni, com­presi gli asili d'Infanzia.