Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1956
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pagina
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215
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// problema religioso nel Risorgimento 215
quella degli altri legittimismi italiani nocque al primo senza giovare ai secondi. Lo stesso si potrebbe dire dell'altra congiunzione di diritto, questa fra la causa del Potere temporale e l'opposizione alla legislazione laica: abolizione del fòro ecclesiastico, soppressione delle corporazioni religiose, incameramento dei beni ecclesiastici, La libertà di culto alle confessioni acattoliche, anche applicata con qualche politica reticenza, apportò alla causa italiana, di fronte a Roma papale, appoggi morali non privi di influenza politica, e in grado minore rincalzi interni a opera di modeste correnti evangeliche italiane.
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Occorreva tuttavia una impostazione ideale, appoggiata su misure legislative e amministrative, la quale permettesse un modus vivendi di fatto assicurante la continuazione normale del culto cattolico, e una sistemazione di diritto accettabile per i cattolici non clericali. Tale impostazione non poteva venire né dal mazzinianesimo, che aveva rinunciato fin dall'inizio a realizzare socialmente e politicamente il proprio ideale religioso, e in ogni caso sarebbe stato in antitesi con la coscienza cattolica; né dal neoguelfismo, che aveva fatto fallimento, e dopo il 1849 era virtualmente morto; né, tanto meno, dal radicalismo laico di Ferrari, che manteneva puramente e semplicemente l'antitesi assoluta fra il cattolicesimo e l'Italia nuova.
L'impostazione venne con il Libera Chiesa in libero Stato di Cavour. Oggi non si può che sorridere della virulenza con cui il Montalembert, ultratemporalista per opportunismo, contestò al Cavour la paternità di quella formula. Non la formula conta, ma il sistema; la politica delineata, seguita, realizzata da Cavour e dai suoi successori fino a Giolitti compreso. Precedenti e preparazione del sistema cavouriano si ritrovano anche nel cattolicesimo liberale francese; ma come ispirazione immediata è piuttosto al protestantesimo liberale svizzero del Vinci che bisogna far capo, mentre la linfa spirituale affluisce da un complesso di tradizioni europee e specificamente italiane: riformisti del Settecento, Sarpi, e su su fino a Dante, fino ad Arnaldo da Brescia. La tendenza riformistica religiosa rimane presente