Rassegna storica del Risorgimento
1840-1860 ; EMIGRAZIONE POLITICA ; PROTESTANTESIMO
anno
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1956
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pagina
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217
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COMUNICAZIONI
CORRENTI EVANGELICHE H TRA GLI ITALIANI IN ESILIO 1840-1860 M
Se si può affermare che il protestantesimo italiano, rappresentato nella penisola unicamente dall'antica Chiesa Valdese, non si è inserito né come pensiero né come azione nella storia del nostro Risorgimento e questo per motivi contingenti che non è qui il momento di trattare . non si può ignorare ed è già in parte noto che il protestantesimo anglosassone portò in quel periodo un notevole interesse alle cose italiane, movendo sia da affinità e legami sentimentali coi Valdesi sia dal desiderio di evangelizzare la terra del papato sia da un più o meno inconscio sentimento politico che vedeva la soluzione del problema italiano nell'emancipazione dalla Chiesa cattolica e nell'adesione degli Italiani ad un protestantesimo anglicano o presbiteriano o anche darbista. Gli sforzi con cui gli Inglesi tentarono di realizzare questi pii desideri e questa utopia politica, pur in una quasi totale ignoranza dei caratteri del popolo italiano stesso, meriterebbero dì essere più a lungo studiati attraverso la notevole letteratura inglese di viaggi ed impressioni in Italia, e soprattutto attraverso l'opera delle Società bibliche e dei vari comitati creati appositamente per evangelizzare la penisola: in tali sforzi si troverebbe anche la spiegazione di certi atteggiamenti di Lord Palmerston e degli interventi diplomatici ufficiali nel Campo della protezione della libertà religiosa (clamorosi i casi Madiai, Guicciardini e Achilli). Se il solo movente religioso non può spiegare l'intervento inglese nella storia del nostro Risorgimento, tale impostazione riuscirebbe però a mettere nella giusta luce le interferenze tra politica e religione nei riguardi dei nostri problemi.
Penso che questo sia il più giusto angolo visuale da cui si possano esaminare le influenze e le correnti di pensiero protestante tra i nostri esuli ed in particolare la formazione delle Chiese riformate tra le comunità di esuli di Malta, Londra e Ginevra, che furono il frutto più immediato dell'interesse protestante anglosassone alle cose nostre. Sia detto qui per incidente, che, accingendomi a questo lavoro, mi si presentò ad un certo punto davanti agli occhi della mente la avvincente prospettiva di un capitolo del nostro Risorgimento intitolato H fuoruscitismo religioso: senonchè, ad un più attento esame dei fatti risultò che cosi impostato lo studio avrebbe falsato le vere proporzioni degli avvenimenti, ed è perciò che questa relazione prenderà le mosse soltanto dal momento in cui troveremo i nostri esuli in terra di esilio, sia per motivi religiosi, sia per avere colà abbracciato il protestantesimo. *)
1) Per non incorrere ad ogni pie sospinto in citazioni, dirò qui che queste Brevi note sono tratte da documenti inediti presso l'Archivio della Tavola Valdese (Torre Pollice) e l'Archivio della Società dì stadi valdesi (Torre Pellico), Mi sono valso inoltre dei seguenti periodici del* l'epoca, ora difficilmente reperìbili: V'Indicatore di Malta, Molta, 1846-48; // Cattolico Cristiano, Malta, 1848-50; L'Eco di Savonarola, Londra, 1847-60; La Buona Novella, Torino, 1851-60; La FeuiUe rcligieuse du Canton da Vaud, Lausanne; La semai no rcligicusc, Ginevra; e delle seguenti opere fondamentali: MAZZINI, Epistolario, Edizione nazionale; G. Litzzi, Camillo Mapei. Esule confessare innografo, Firenze, 1895; GANGALE, Revival* Roma, 1929; S. IACINI Un riformatore toscano dell'epoca del Risorgimento, il conte P. Guicciardini, Firenze, 1940; DELLA. TORBE, // cristianesimo in Italia dai filosofati ai modernisti, Palermo, 1913j A. TAC-