Rassegna storica del Risorgimento
1840-1860 ; EMIGRAZIONE POLITICA ; PROTESTANTESIMO
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1956
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218
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218 Augnato Armami Hugort
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Il rifugio che, In ordine cronologico, ci deve in primo luogo interessare, è quello di Malta, che, per il fatto di essere facilmente accessibile dall'Italia centrale e meridionale, servi più -volte di primo asilo agli esuli polìtici (celebre il caso di Gabriele Rossetti) e di trampolino verso la più libera Inghilterra. In quest'isola soggiornarono per diverso tempo l'ex-frate Giacinto Achilli, che ritroveremo a Londra, e l'exteologo Luigi De Sanetis.
H primo, in rotta con la Chiesa fin dal 1841, e immischiato poco pulitamente nella spedizione dei fratelli Bandiera, fondò in Malta nel maggio del 1846 un mensile, L'Indicatore di Malta, il primo giornale evangelico pubblicato in italiano, assai personale e di indirizzo ancora incerto. Più chiara la figura e l'opera del De Sanetis, il quale si era allontanato da Roma per una crisi religiosa ed era stato aiutato nella fuga da un pastore scozzese di Malta, il signor Lowndes: rifugiatosi anche lui nell'isola inglese (1847), trovò lavoro, come Achilli, Crespi, Cerioni, Moscardi, Leonini, Fiumara ed altri, nel Collegio di S. Giuliano, un istituto di istruzione secondaria protestante e finanziato dagli Inglesi. H 15 aprile 1847, con fondi inglesi e maltesi, si apriva pure vicino al Collegio di S. Giuliano un istituto religioso destinato ad istruire gli ex-preti italiani alla missione evangelica.
Cessata nel giugno 1848 la pubblicazione dell' Indicatore, il De Sanetis iniziava nel novembre dello stesso anno II Cattolico Cristiano, quindicinale, durato fino al 1850, il cui titolo da solo indicava già il programma del suo redattore: e mentre la Repubblica romana del'49 destava in cuore agli ex-preti ed exfrati di Malta e di Londra dei sogni di emancipazione dal Papato, De Sanetis, preoccupato, oltreché della situazione politica della questione religiosa, pubblicava nel suo foglio: È necessaria all'Italia una riforma religiosa... Apparisca la luce evangelica, e l'Italia sarà una, sarà libera, sarà felice; non vi può essere unità, non vi può essere libertà, non felicità, se non è solidamente stabilito il principio di fratellanza e di amore, e questo principio non può solidamente stabilirsi che col Vangelo... Distruggiamo le papali istituzioni, che istituzioni sono di tirannide; e come i papi per tiranneggiare hanno soppresso il Vangelo, e sulle mine di quello han basato il loro codice di oppressione, noi rovesciamo questo codice, e rialziamo sulle sue rovine il Vangelo! È questa l'unica via di liberare per sempre l'Italia.
Era purtroppo l'enunciazione di un luogo comune, caro a tutti gli esuli italiani, noto e condiviso anche dal Mazzini, ma privo di programma pratico e di aderenza alla realtà: un'utopia insomma, e destinata a rimanere tale, seppure alimentata in Italia e all'estero per diversi anni ancora, e in cui i Confini tra politica e religione erano estremamente labili.
Con questo spirito fu fondata nell'isola alla fine del '47 con denaro inglese una Chiesa riformata italiana, di cui furono successivamente ministri l'Achilli e il De Sanetis, e che raccoglieva quanti come loro stavano aspettando il crollo del Papato ed inseguivano il miraggio di un ritorno della Chiesa alle sue origini evangeliche, accontentandosi nel frattempo di tino stipendio di
COELLA, Il prete italiano in Londra, Londra. 11146; G. FEHBETTI. Esuli italiani del Risorgi-mento in Svaserà, Bologna, 1948; Inauguratian de la Communauté Evangélique italienne de Genève, Genève, 1853; TWATLE BASKET, Note di cronaca ossia... italiani a Londra durante Vctà vittoriana {1837-97), Bergamo, 1897*