Rassegna storica del Risorgimento
1840-1860 ; EMIGRAZIONE POLITICA ; PROTESTANTESIMO
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1956
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Correnti evangeli'che tra gli Italiani in esilio 1840-1860 219
ministri evangelici per arrivare a sbarcare il lunario. Alcuni di essi erano anzi meno arditi, e continuavano a vivere in singolari compromessi: come quel cordelier frauciscaiu qui lout en gardant le froc, était protestar!t et suivait le eulte de l'Eglise Presbytérienne d'Eeosse. La loi d'Augletcrre le proté-geait contre l'Evéque; il De Sanctis stesso del resto, pur professando nel suo giornale principi dogmatici nettamente protestanti e calvinisti, e teneva il culto italiano sotto il controllo del vescovo anglicano.
Partito l'Achilli nel '48 e il De Sanctis ai principio del '50 (dopo la caduta della Repubblica romana e le restaurazioni del '49, gli Inglesi gli avevano tolto l'alloggio e i fondi per il giornale, confessando apertamente di non poter proseguire un'opera di cui non vedevano la possibilità di successo nella nuova situazione politica), la Chiesa riformata italiana di Malta ed il suo giornale cessarono di vivere: ma ritroveremo i suoi esponenti continuare l'opera in Inghilterra, in Svizzera e nel libero Piemonte. Il Collegio di S. Giuliano continuò la sua missione con altri elementi e nel 1851 accolse ancora alcuni dei profughi toscani, mentre il collegio per gli ex-preti chiudeva i battenti.
Da molto tempo Londra era in Inghilterra il rifugio particolare degli esiliati politici italiani. Fu solo nel 1844 che cominciò tra di loro l'opera di evangelizzazione a cura dell'ex-prete Salvatore Ferretti, dedito soprattutto all'opera tra i ragazzi e il cui nome è legato all'omonimo orfanotrofio evangelico da lui fondato a Firenze nel 1862. Convertito a Ginevra, egli aveva aperto nella metropoli inglese un asilo per bambini italiani, il cui scopo primario era la conversione degli Italiani e i Cui assistiti dovevano ogni sera partecipare al culto domestico secondo lo stile protestante e recarsi ogni domenica al culto evangelico in una cappella aperta e diretta da Francesco Bruschi, excappuccino fiorentino fuggito dalla Toscana nel 1843.
Esisteva in quel tempo a Londra una London Italian Society, che, in collaborazione con la Foreign Evangelical Society, finanziava queste opere filantropiche e di culto evangelico tra gli Italiani. Nel 1846 troviamo intento a convertire gli Italiani l'ex-frate Angiolo Tacchella, ticinese, il quale, pure convertitosi a Ginevra e istruito in un corso di teologia protestante, conservava, seppure come ricordo, tre cose del cattolicesimo: un pezzetto di legno della croce, un lembo della veste di S. Agata, un microscopico frammento della camicia di S. Teresa!
Fino a questo momento l'opera era stata disorganizzata, e soltanto nel luglio 1847 fu istituita in Londra una Chiesa riformata italiana, il cui eulto si tenne in Sidmouth Street, Gray's Ina Road. All'adunanza costitutiva partecipavano l'Achilli, che era stato anzi il principale fautore dell'iniziai iva e che definiva la Chiesa semplicemente Popolo ; Camillo Mapci, ex-sacerdote e noto innografo; Filippo Pistrucci, direttore delle scuole mazziniane; Salvatore Ferretti e diversi altri ex-sacerdoti romani.
Qual'era lo scopo di questa chiesa ? Preparare a Londra un manipolo di Italiani convertiti all'Evangelo, che poi tornando in patria ne fossero i propagandisti: Noi non abbiamo per iscopo, diceva il Ferretti, di stabilire in Italia una Chiesa protestante inglese, francese, svizzera, ma bensì una chiesa cristiana riformata italiana, e il Ma pei aggiungeva: gli Italiani né deb-