Rassegna storica del Risorgimento
1840-1860 ; EMIGRAZIONE POLITICA ; PROTESTANTESIMO
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1956
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220
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220 Augusto Armami Hugon
bono essere papisti né debbono essere protestanti; ma cristiani come Io ciano i padri nostri . Come si vede, le idee di De Sanctis sia a Malta, che qui a Londra, nella struttura e nel governo della Chiesa risentivano le influenze darbiste. TI darbismo o plimuttismo per i suoi caratteri (ritorno alla Chiesa primitiva, rifiuto di qualsiasi organizzazione ecclesiastica, sacerdozio universale, fattori ohe sul piano religioso traducevano meglio le esigenze democratiebe e laiche dei fuggitivi dal grembo di Roma) esercitò una notevole influenza ed attrattiva sui rifugiati italiani, specialmente su quelli del gruppo guicciaxdiniano, e attraverso Ginevra, come vedremo, portò alla scissione in seno alla prima opera di espansione dei Valdesi.
La Chiesa italiana riformata di Londra non ebbe però grandi successi: se servì a formare alcuni evangelisti, che con preparazione teologica cattolica e convinzioni protestanti vennero poi in Piemonte e nella penisola a lavorare per le Chiese evangeliche, non ottenne grandi risultati tra gli Italiani emigrati, che pur essendo in numero di sei o settemila, erano refrattari a qualsiasi predicazione religiosa. D'altra parte anche il clero cattolico, e in particolare i gesuiti, passarono al contrattacco e si verificarono perfino degli attentati agli esponenti della Chiesa italiana. Inoltre l'Achilli, temperamento poco conciliativo, non era il più. indicato per reggere una chiesa in cui tanti diversi caratteri dovevano trovare un denominatore comune; anzi, i suoi compagni da Malta lanciarono una specie di diffida nei suoi riguardi, protestando di non aver più. nulla a che fare con lui e di non voler andare né in compagnia di lui né sotto i suoi ordini. Venuto probabilmente in rotta con i suoi fedeli, verso la metà del 1850 egli apriva per conto suo lina seconda cappella italiana in Durfour's Place, e nello stesso tempo, a complicare le cose, una terza veniva inaugurata dal garibaldino padre Gavazzi, che, pur affermando di essere frate e di volerlo restare sempre, predicava in Londra contro la tirannia papale e contro Pio IX, e sebbene scomunicato protestava di voler restare nella Chiesa.
Gli Inglesi evidentemente non si orientavano bene in questo ... disordine religioso tutto latino, ed aiutavano indifferentemente or l'uno or l'altro dei caporioni, forse di più chi riusciva a fare la voce più grossa: tutti ebbero la loro parte di aiuti, e Lord Palnierston, come più tardi Lord Shaftesbury, direttamente o per interposta persona intervennero a prò delle opere filantropiche o religiose degli Italiani. Non mancarono, accanto alle opere di solidarietà, gli interventi diplomatici a favore dei perseguitati per motivi di coscienza: sono noti i casi Guicciardini e Madiai, che fecero chiasso, ma non meno importanti quelli in favore dell'Achilli, precipitatosi a Roma al tempo della repubblica e imprigionato poi in Castel Sant'Angelo, e in favore di tanti altri profughi o carcerati per motivi religiosi.
La vita grama e stentata della Chiesa di Londra si trascinò per qualche anno, espressione delle difficoltà e dei disaccordi in cui anche i suoi componenti si trovavano: nel *53 aveva trovata un'altra sede in Newmann Street, e più tardi in Cromcr Street, Gray's Imi Road, ove predicava l'ex-prete Giovanni Ferrerò, fuggito da Torino, coadiuvato dall'aw. Vincenzo Alba-rella, napoletano. Vi convengono una cinquantina di italiani e altrettanti inglesi che intendono il nostro idioma , scriveva il Ferrerò; ma l'opera non dava grandi soddisfazioni: Nelle vie catechizzo i figuristi di lune, racconta egli, e gli organaci; sui bastimenti colgo i marinai; nelle taverne quei scio-