Rassegna storica del Risorgimento

PROTESTANTESIMO
anno <1956>   pagina <233>
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La politica britannica da tempo si considerava la guardiana delle mino­ranze protestanti e la custode delle vendette delle persecuzioni. Essa spese grandi energie per ottenere il rilascio di Miss Cunningham, che si riteneva vittima della persecuzione fiorentina, persecuzione alla quale si poteva rim­proverare soltanto di non averle dato modo di cingere la corona del marti­rio. *') E non si stancò mai di guardare agli interessi dei valdesi. Cavour trovò facile servirsi di questa consuetudine. H regno di Sardegna era apprez­zato in Inghilterra per le sue leggi anticlericali. Re Vittorio Emanuele, tra il sorriso dei cinici, ricevette in dono molte bibbie protestanti quando visitò Londra nel 1855. Cavour scoperse, nella stessa occasione, che, <c se si desse retta agli evangelisti, l'Inghilterra farebbe una crociata contro l'Austria .2) Shaftesbury, l'amico di Palmerston e il capo degli evangelici, si dimostrò alleato efficiente e Azeglio se ne servì per una missione presso il primo mini­stro nel 1860; *) egli esercitò la sua influenza anche per fermare l'attacco di Garibaldi contro Roma.
I protestanti ai rallegrarono, in generale, per gli avvenimenti del 1859-60. Si tennero comizi per progettare l'evangelizzazione dell'Italia dopo la caduta del papa e dello stesso cattolicesimo! Il Times si augurava che Garibaldi, arrivato a Napoli, facesse analizzare chimicamente il sangue di San Gen­naro. 4) Si credeva che Garibaldi fosse in qualche modo un protestante, e questo carattere lo rese in Inghilterra più. popolare dei piemontesi: le sue più tarde imprese contro Roma servirono soltanto ad accrescere questa fama, e le accoglienze del 1864 concordavano con l'atteggiamento costante dell'opi­nione pubblica inglese. Questa non concepiva la sottigliezza della diplo­mazia sarda; vedeva nel Risorgimento una battaglia contro i vecchi regimi, una lotta della libertà contro la tirannia.
Non penso che uno studio delle idee immaginose dell'opinione prote­stante britannica possa rappresentare qualcosa di vitale per gli storici del Risorgimento. Ma forse rappresenterebbe qualcosa di più leggero in mezzo ai più seri problemi che costituiscono il tema di questo congresso. E questo studio ha anch'esso una importanza storica. Certe forze apparentemente irreconciliabili lavorarono assieme per rendere possibile l'unità d'Italia; e uno degli esempi migliori della fortuna che ebbe il movimento nazionale italiano è rappresentato dal fatto che potè servirsi anche dell'equivoco delle chiese inglesi, le quali, per metà, credettero di essere testimoni diun Risorgimento protestante.
DEKEK BEAI.ES
!) Vedi 6. ABTOH, Anglo-fiorentini di conto anni fa, Firenze. 1953, pp. 291294. s) Cavour e l'Inghilterra, Bologna. 1933, voi. II, Como f. pi 1.
3) Vedi M. A VETTA. Studi cavourìani, in .Rassegna storica del Risorgimento, 1934.
4) Vedi D. MACK SMITH. Cavour and Garibaldi 1860, Cambridge, 1954, p. 228,