Rassegna storica del Risorgimento
RELIGIONE ; MINGHETTI MARCO
anno
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1956
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pagina
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234
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IL PROBLEMA DELLA LIBERTA RELIGIOSA - NEL PENSIERO DI MARCO MINGHETTI
Nato e formatosi in un'epoca in cui la cultura e la vita italiana in. genere erano in grande fermento ed in via di profonde trasformazioni, sostituendosi alla filosofìa illuministica e post-nluuiinistica una visione romantica, al sensismo una rivalutazione dello spirito, alla ragione la tradizione, alla scuola filosofica la scuola storica, al soggettivismo un rinnovato oggettivismo, Marco Minghetti porta nel suo pensiero lo tracce di questo trapasso. Ricevette il primo indirizzo in filosofia da Paolo Costa, singolare figura di pensatore e di educatore, nel quale confluivano le esigenze illuministiche del tempo esprimendosi in una specie di sensismo. D'altra parte non esistevano allora correnti di opposizione a tale filosofia: la filosofia a quei tempi in Bologna, scrive il Minghetti, (se ne eccettui i preti del seminario, e questi altresì studiavano non già i Santi padri e i grandi filosofi della Chiesa ma compendii magri e miserrimi) non si levava oltre il puro sensismo. Locke, Condillac e Tracy erano la trinità infallibile, ed anche al Locke pochi attingevano come troppo ardua cosa. *) Minghetti accolse questa specie di sensismo, soprattutto perchè il Costa aveva la proprietà di esporre le sue dottrine con un ordine nitido e logico 2' che faceva presa sul giovane allievo non ancora in possesso di una capacità critica. Per quanto le hen diverse letture fatte in seguito abbiano sostanzialmente modificato il suo pensiero, è dato tuttavia notare che il Minghetti ritenne sempre un po' nell'animo di questa primitiva educazione tra illuministica e positivistica (lesse in quel tempo il Bentham e ne fu entusiasta). Egli allora veramente vedeva raffigurata la Filosofia come donna grave di età e di sembiante, cinta da regale diadema, sulla fronte della quale splendeva il Sole, apportatore della luce benefica che dirada le tenebre della ignoranza, e rischiara la via del sapere e della virtù. 3) H sole, se non andiamo errati, è la ragione; molte volte il Min-ghetti farà appello ai dati chiari e distinti della ragione, come inoppugnabili, anche se poi bollerà coloro che, per astrattezza e superficialità, pretendevano di adeguare la realtà concreta e vivente a questi schemi logici. Gli autori poi con i quali il Minghetti prese contatto, dopo la morte del Costa, furono Vico, Genovesi, Filangieri, Gioia, RomagnosL Egli confessa di aver trovato in essi pensieri nuovi ed importanti *) e noi riteniamo che con essi si sia completata la sua prima formazione Ultim inisticopositivistica. Poi le esagerazioni del Gali misero in crisi il suo sensismo filosofico e morale s) e lo prepararono a leggere il Rosmini, gli Scozzesi, i Tedeschi, gli Eclettici francesi.6) Nel 1840 lo studio del Nuovo Saggio sull'origine delle idee del Rosmini lo
i) Miei Ricordi, Torino, 1888, voi. I, p. 50. Su Paolo Costa si veda: A. MONTNABI, Cenai intorno la vita a lo opere di Paolo Costa, Bologna, 1837. 2) Miei Ricordi* cit., voi. I, p. 58* 8) Miei Ricordi, cit., voi. I, p. 55. *) Miei Ricordi, cit., voi. I, p. 58. ) Miei Ricordi, cit., voi. I, p. 60. 4jJ Miei Ricordi, eli., voi. I, p. 62.