Rassegna storica del Risorgimento
RELIGIONE ; MINGHETTI MARCO
anno
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1956
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Aldo Berselli
detta storica trionfa di quella che s'Unitola razionale; ciò lo rese avverso a quelle generalità ed astrattezze di cui il secolo passato tanto si piacque, onde ponendo un uomo ideale che non fu mai, si voleva, alla stregua di quell'uomo fantastico, tutto riformare. ') Non c'è da ritenere che egli abbia però superato del tutto, in una sintesi superiore, certe premesse del secolo precedente, poiché egli riconosce a queste una certa validità. Parlando della scuola di giurisprudenza che teneva il campo in Germania e che era detta storica, egli scrive: Questa prende a considerare il giure non tanto nella sUa deduzione dai principii della filosofia, e dalle essenziali facoltà dell'uomo, comuni in tutti i tempi, e presso tutti i popoli, quanto nelle sue attinenze con la indole e le qualità specifiche dei popoli diversi nelle diverse epoche. Però indaga sottilmente le origini del diritto insieme a quelle delle credenze;, dei costumi, delle istituzioni, alle quali sempre intimamente collegato lo vede estrinsecarsi prima sotto forma di diritto consuetudinario, poi di leggi scritte. E lungi dall'invocare un codice razionale, completo, coordinato, uniforme, applicabile a più nazioni, vuole che ogni singola gente serbi eziandio nella legislazione la sua nativa originalità, e svolga passo passo quei germi che già si trovano inchiusi nelle tradizioni, negli statuti e nelle discipline che fanno parte della sua storia, e che perla esperienza del passato sono acconci di produrre veracemente la pubblica prosperità. Di che, se a me fosse lecito, in sì grave subbietto esprimere un'opinione, direi che come la scuola filosofica attrae soverchio dai fatti preesistenti e dalla personalità dei popoli, sicché volendo comporre un ideale impossibile, nel presente grado delle scienze e nelle condizioni della società, riesce sempre ad opera monca ed imperfetta; così la scuola storica disconosce che verace progresso non può darsi senza una norma, la quale più che dai dati positivi e storici uopo è dedurre dai principi supremi della giustizia, dell'essenza universale e dei destini dell'uomo sulla terra . -)
Questo fondamentale sincretismo permea anche il pensiero religioso di Marco Minghetti.
Nelle dodici lettere sulla libertà religiosa, indirizzate al prof, don Vincenzo Ferranti,3) egli ha affrontato per la prima volta ex-professo il problema della libertà religiosa. Egli muove dalla libertà di coscienza, che vien presa a soggetto della discussione non solo come recondita e muta credenza, ma come facoltà di esprimere liberamente questa credenza con atti esteriori, vuoi di parola, di stampa, di culto, di associazione, più precisamente come libertà religiosa, come professione insomma privata e pubblica della propria religione. *) Egli vuol giustificare e difendere la libertà religiosa e a tal fine si fonda sui dati del diritto, della filosofia e della storia.
?j) Mìei Ricordi, e il., voi. I, p. 85.
?} Elogio di Antonio Silvani. Diacono letto alla Società Agraria di Bologna il giorno 26 gennaio 1851, in Opuscoli letterari ed economici, Firena. 1872, pp. 110-111.
3) Delta libertà religioso. Lettere dodici al sig. Don Vincenzo Ferranti, professore alla Università di Bologna (1855), in Opuscoli letterari ed economici, cit., pp. 215-269. Su Vincenzo Ferranti H veda: ALDO BERSELLI, Aspetti o figure del movimento concitiaiorìsta nello, ex Legazioni, in Archivio storico italiano, 1954, diap. I, pp. 97-101.
*) Della libertà religioso, cit., p. 221.