Rassegna storica del Risorgimento

RELIGIONE ; MINGHETTI MARCO
anno <1956>   pagina <237>
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Il problema della libertà religiosa nel pensiero, ecc. 237
Per quanto concerne i dati del dizitto, ci pare che il Minghetti muova da una impostazione che gli deriva dagli studi fatti sul Bomagnosì,') sulla sua dottrina del diritto naturale, sui rapporti fra il diritto sociale e la reli­gione, questioni trattate dal Romagnosi nell'assunto primo della Scienza del diritto naturale e nella Scienza delle costituzioni. H Romagnosi infatti appli­cava la separazione fra ordine giuridico e ordine spirituale, affermava essere la libertà di opinione e di coscienza un diritto del pari sacro che quello della proprietà, della vita e delle fortune2) per cui sarebbe ledere il diritto primitivo della naturale padronanza legittima il violare con la forza politica la libertà di coscienza. L'opinione, ammoniva sempre il Romagnosi, non si può correggere che con la sola opinione, e però con mezzi liberi e conformi alla padronanza e alla dignità dell'uomo . 3) Ed ancora: La indipendenza della credenza religiosa è cosa che la politica rispettar deve onninamente. Immutabile ella sia sempre per via di autorità, e solo mutabile per via di libera opinione. Come la libertà di coscienza è un diritto nativo dell'uomo, così pure è una proprietà inviolabile del cittadino .4)
Certo il Minghetti sa che le dottrine giuridiche del Romagnosi sono una elaborazione del diritto naturale di origine illuministica. La libertà giuri­dica universale, che noi andiamo cercando, egli scrive, siccome conforme a ragione, confacente alla dignità umana e generatrice di un nuovo ordine di cose, è il portato della civiltà moderna. Dimostrata dai filosofi del secolo decimottavo, ne* loro scritti, essa fu messa in atto per la prima volta nelle colonie americane, allorché, scosso il giogo dell'Inghilterra, rivendicarono la loro indipendenza: indi la Francia trasse le sue categorie dei diritti umani, e quelli che oggi con baldanza chiama principii del 1789.5)
H Minghetti accetta dunque questi dati razionali dell'illuminismo, accetta questo portato della civiltà moderna. Egli non li respinge, non può respingerli né in nome della storia, né in nome della ragione: uopo è dunque risolversi prò o contro quei principii, e accettare le conseguenze che dal si e dal no derivano necessariamente . 6) Questo è il problema del tempo, che gli ingegni più eletti, il Rosmini e il Gioberti in Italia, il Bunsen in Germania, il Gladstone in Inghilterra sentono vivamente. H problema da esaminare ora è questo: il cristianesimo, il cattolicesimo si accordano colla libertà di coscienza ? Quali debbono essere i rapporti fra società civile e società reli­giosa o Chiesa perchè sia salva la libertà religiosa ?
La libertà di coscienza, afferma il Minghetti, si accorda meravigliosa­mente col cristianesimo ; anzi uno dei più bei tìtoli della gloria del cristianesimo sta nell'aver creata questa libertà e con essa sollevata la dignità personale a non mai più vista altezza . 7) Non esiste dunque il divorzio fra il cristia­nesimo e la libertà. Ma dalla ulteriore e più approfondita dimostrazione del Minghetti, si nota subito che egli fa accordare la libertà di coscienza col cri-
1) Miei Ricordi, cit., voi. I, p. 58.
2) Assunto primo della eterna del diritto naturale, paragrafò XXXVI.
3) Assunto, cu., paragrafo XXXVI.
4) Scienza delle Costituzioni, parte I, cap. IX, paragrafo 78. 6) Della libertà religiosa, cit.. p. 218.
6) Della libertà religiosa, cit., p. 218.
7) Della libertà religioso, ah., p. 225.