Rassegna storica del Risorgimento
RELIGIONE ; MINGHETTI MARCO
anno
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1956
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Aldo Berselli
stianesimo adogmatico, con un cristianesimo, come quello kantiano, ridotto entro i limiti della ragione. Il suo cristianesimo, in una prima formulazione* è un complesso di verità morali che si accordano perfettamente colle esigenze più profonde della ragione, è mi vago e generico deismo, è una forma astratta di religione che si eleva sino alla pura morale.1)
Il concetto supremo di quella aggregazione di uomini che società civile si appella, è la giustizia, scrive il Minghetti. Determinare i diritti, circoscrivere la libera attività del privati entro i suoi giusti termini, tutelarla da ogni violazione interna e da ogni esterno invadimeli to, tale è lo scopo primo e precipuo dello Stato . 2) Ora l'idea di giustizia dove ha la propria radice ? bell'esistenza di Dio e nella libertà umana, cosicché non si dà principio morale senza religione, non si dà società civile giusta senza religione.
Ma quale religione ?
La risposta del Minghetti è esplicita: non credo necessaria alla formazione dell'idea di giustizia il possedere una religione rivelata coi suoi misteri) colla sua disciplina e colla sua gerarchia. Diasi pure che queste abbiano attinenze colle parti più nobili della morale: non si può inferire da ciò che la giustizia propriamente detta non possa essere riconosciuta ed osservata eziandio col solo uso della ragione e delle altre facoltà, onde la Provvidenza è stata larga al genere umano. Ce ne porgono testimonio i filosofi e i legislatori dell'antichità, Confucio, Lao Tseu, Pitagora e Numa Pompilio; Socrate e tutta la mirabile scuola degli storici, la quale è assunta con tanta gravità e temperanza da Cicerone . 3) Gli uomini ripete ventiquattro anni dopo che hanno una viva fede nel Cristianesimo non devono dimenticare ciò che S. Agostino dice, e cioè che il Cristianesimo è qualche cosa di esistente sin dall'origine dell'uman genere e comprensivo di tutte le verità, quand'anche professate dai suoi awersarii. 4) Osserva giustamente Stefano Jacini che tale religione è largamente intesa . 5)
In altri termini, ci pare che il Minghetti deduca la legge che regola la società civile non dalla rivelazione che si attuò nella storia colPawento di Cristo, ma da quella originaria primitiva rivelazione che nel primo uomo fa data a tutta la specie, e a quell'ora si immedesimò coll'uso della ragione e che non potrà smarrirsi mai. 6) Egli è qui un seguace di quel razionalismo che in Stato e Chiesa definisce una tendenza, un metodo, una cotal forma di pensiero, per la quale l'uomo mira ad attribuire i fenomeni fisici dell'universo a leggi costanti anziché a cause miracolose, e deduce le regole della morale e della politica dalla ragione, anziché da una dottrina rivelata.'?), Ma altre espressioni ci illuminano meglio ancora sul concetto che il Minghetti ebbe della rivelazione come perenne farsi, concetto acquisito forse da quella che egli chiama scuola storica : se noi guardiamo la storia, il concetto
1) Staio e Chiesa, Milano, 1878, pp. 26 e 27.
2) Della libarla religioso; eh., p. 228. Si confrontino questo righe con i paragrafi I, H, III dell'Assunto del Roxnngnosi.
3) Della libata religioso, ci/., pp. 231-232. *) Slato e Chiesa, eU., p. 328, nota,
5) La crisi religiosa dal Risorgimento. La politica eeelasiastioa italiana da Villa/ranca a Porta Pia, Bari, 1938, p. 85.
6) Della libertà religiosa, cit., pp. 282-233. V Stato e Chiesa, cit., p. 23.