Rassegna storica del Risorgimento
RELIGIONE ; MINGHETTI MARCO
anno
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1956
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pagina
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240
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Aldo Berselli
Questo sentimento religioso indeterminato oppure, come s'è visto sopra, la razionale acccttazione dell'esistenza di Dio e dell'immortalità dell'anima, sono dati fondamentali ed innati della coscienza umana che si giustificano senza ricorrere a un Dio trascendente. Qui ci pare di poter notare una specie di indifferentismo di fronte ad ogni religione storica. Nel caso specìfico ci pare che il Minghetti si disinteressi del contenuto teoretico del Cristianesimo ed anche delle sue origini storiche, poiché il valore delle dottrine cristiane è dato dal loro contenuto morale, non dal fatto che siano o meno rivelate. Qui effettivamente, come osserva don Ferranti, Bisogna ammettere che il Minghetti considera la libertà di coscienza presa massime nel suo verso soggettivo, e di poco cale nell'altro ben più prezioso, l'obiettivo, donde lo scetticismo, dacché disformi confessioni si pretendono tutte espressive del Cristianesimo in onta all'unica Chiesa .l!) Aveva ragione a nostro avviso don Ferranti ed inutilmente il Minghetti cercò di dimostrare di essere rimasto sul terreno della ortodossia cattolica. 2) H suo è un cristianesimo adogmatico ed egli ritiene che solo su di esso si possa fondare una società civile nella quale il cittadino viva secondo giustizia, cioè secondo libertà di coscienza.
Chi aderisce a quella religione o a quel cristianesimo che non ha potuto sottrarsi ad una ferrea legge storica ed è diventato setta (questa è la torte di tutte le religioni nelle mani degli uomini e per loro abuso) finisce per non ammettere la tolleranza e per conseguenza la libertà religiosa. I filosofi del secolo passato, scrive il Minghetti, nella passionata ed accanita guerra che mossero al Cristianesimo... se... avessero inparzialmente meditata la storia e scrutato il cuore umano, avrebbero veduto di leggieri che tutte le religioni, anzi tutte le sètte furono intolleranti. Avrebbero veduto ancora come per la naturale imperfezione dell'uomo una fede assoluta e fervida di leggieri suscita uno zelo insofferente e violento. Imperocché colui che è convinto di possedere la verità e tal verità che sola ed unica è necessaria alla salvezza eternale, e a petto di cui hi vita e il mondo sono nulla, questi anela di convertir gli altri, s'impazienta alla ritrosia, si sdegna agli ostacoli, e ne incolpa il mal volere, e la malvagia inerzia, e le turpi passioni. Quinci il trapasso dall'insegnamento al comando, dalla persuasione alla forza. L'ardore di servire alla divinità, la speranza di salvare altrui anche suo malgrado, e la foga di estirpare i germi che possono pervertire le generazioni future, ingombrano l'animo e lo fanno entrare in una specie di frenesia, che va sino al punto di glorificare gli atti inesorabili ed inumani, e che si chiama fanatismo . 3)
Ma, si potrebbe chiedere, quale appartenente ad una Chiesa, sia essa cattolica o protestante o buddista, non è convinto di possedere la verit.1.e tal verità che sola ed unica è necessaria alla salvezza eternale ? E allora tutte le chiese costituite sono per forza di cose sètte e pertanto negatrici della
I) Compendio delle questioni discusse e conchiuse in /scuola nell'anno scolastico 187273 circa le debite attinente fra l'autorità religioso e la civile. Bologna, 1873, p. 92.
-) Nelle dodici lettere ti trovano espressioni esplicite in merito, laddove egli afferma ohe ce i dettati dei Filosofi e rjtiolli del Santi Padri, e l'autorità medesima della Chiesa... ammettono che la ragione umana abbia in so medesima la facoltà di cononcere il vero né solamente circa le cose fisiche, ma eziandio circa le morali, e possa quindi colle sole sue forze pervenne al discoprimento della esistenza di Dio, dei suoi attributi, della libertà e responsabilità dell'uomo, dulia immortalità dell'anima, della vita avvenire (p. 231).
') Delta libertà religiosa, cit,. pp. 259-260.