Rassegna storica del Risorgimento

RELIGIONE ; MINGHETTI MARCO
anno <1956>   pagina <242>
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Aldo Berselli
nomini. Io desidero che i sentimenti religiosi prevalgano nel mondo. Io non entro in disputazioni su materie di fede disse alla Camera. ' >
La libertà di coscienza pel Minghetti porta alla separazione fra Chiesa e Stato, non alla riforma della Chiesa. Nelle dodici lettere aveva affermato Punita del cittadino e del credente, anche se in fondo aveva potuto dimostrare solo l'unità fra il cittadino ed il credente nel cristianesimo adogmatico, poi si Tese chiaro alla sua mente che la libertà religiosa richiedeva la separazione fra Chiesa e Stato e questa a sua volta postulava la separazione ira il citta­dino e il credente in una religione positiva. 2)
Tre giorni prima di por fine a questo cammino terreno egli disse alla moglie: Io voglio morire nella religione dei miei padri; ma non intendo che neanche mi si chieda ritrattazione o dichiarazione di sorta sugli atti della mia vita politica; li ho tutti compiuti con chiara e sicura coscienza e con convinzione profonda. 3) Egli dunque riaffermava la separazione netta fra cittadino e credente: gli atti della sua vita pubblica non erano stati dedotti da quella religione positiva, nella quale egli, al limite della vita, riaffermava di trovare la fonte della verità. Un. altro aspetto del suo sincretismo, dunque? Forse sì. Comunque, pel Minghetti, superamento sul piano pratico personale, in piena buona fede, di una antitesi e di una dilacerazione ritenute per altra via insolubili.
Così per quanto concerne i tempi e i modi dell'attuazione di questa separazione, egli, che aveva dedotta la separazione dai principi astratti della libertà giuridica e universale del secolo XVHI, "') fu sempre ubero da ogni utopistica, razionalistica, antistorica pretesa di attuare immediatamente e integralmente quei principi. Il separatista potè così in pratica dar vita a progetti concordatarii e ad una politica parzialmente eversiva 5) in con­traddizione coi propri principi tante volte riaffermati. La unione della Chiesa collo Stato s'è fatta storicamente; non fu il prodotto di una teoria, e storica­mente dovrà disfarsi; ) egli tenne la separazione come un ideale cui gradatamente accostarsi . 7) Egli insomma tenne presenti anche i dati della storia .
*) Discorsi parlamentari, cit., voi. V, p. 143. Sedate del 24 e 25 gennaio 1871. 0 Della libertà religiosa, eli., p. 269; Stato e Chiesa, cit., p. 1.
3) RUGGERO BONGHI, Ritratti e profili di contemporanei, a cura di Fa. SAL-VEA, Firenze, 1935, p. 275. Sul pensiero religioso del Minghetti si veda anche A. C. JEMOLO, Chièsa e Stato in Italia negli ultimi cento anni, Torino, 1948, pp. 137-138; pp. 156-158; pp. 290-299; p. 338; p. 365.
4) Si leggano queste righe: Ma quando il principio razionale prevale nella sua schiet­tezza, quando il cittadino può, non solo appartenere all'una o all'altra confessione cristiana, ma a qualunque altra religione o anche non ammettere religióne positiva di sorta alcuna; e ciò non diminuisce i suoi diritti e i suoi dovori verso lo Stato: ma quando la determinazione legislativa di quei diritti e di quei doveri non s'ispira pih al precetto di una dottrina rivelata, ma soltanto ai dettami della ragione, allora la unione della Chiesa collo Stato, la unione giuri­dico, dico, e legalo non risponde più alle condizioni della società. La teocrazìa e il regalismo hanno perduto la loro ragione d'essere entrambi, a i concordati e i provvedimenti ohe tramez­zano fra quei duo sistemi, possono menarsi buoni comò espedienti temporanei, non come sta­bile assetto di cose . A telo condizione guaiolo corrispondo solo la separazione della Chiesa, anzi di tutte le Chiese dallo Stato (Stata e Chiesa, cit., pp. 31-32).
s) STEFANO JACINI, op. cit., p, 95. 6) Stato o Chiesa, cit., p. 190. 9) Stato o Chiesa, cit., p. 161.