Rassegna storica del Risorgimento

1848-1849 ; DUE SICILIE (REGNO DELLE) ; LO JACONO DOMENICO MARI
anno <1956>   pagina <256>
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Vincenzo Cantillo
vinto, nelle eterne pagine del Rinnovamento tracciò il piano di riscossa, cer­cando di conciliare una riforma cattolica con il liberalismo. *)
Abbiamo voluto accennare in brevissima sintesi il pensiero politico del Mazzini, del Gioberti e del Rosmini, perchè in sé questi tre grandi assommano lo sviluppo storico-politico-religioso della democrazia, quale presupposto essenziale dell'evolversi e del concretarsi dell'unità risorgimentale italiana, e perchè meglio possa intendersi il pensiero politico-religioso del Lo Jacono, che si muoveva entro l'orbita tradizionale della dottrina politico-religiosa della Chiesa cattolica. H papa, quale principe di pace, non poteva assecondare i conati rivoluzionari pensava il vescovo agrigentino ed aggiungeva: Oggi si finge che il Romano Pontefice garentisce i popoli, cioè una genia di uomini perturbatori; si finge ch'egli voglia cedere la sua autorità, ed au­torizza gli altri popoli alla ribellione... e abusando dell'Augusto nome del regnante Sommo Pontefice, si è tentato sollevare la mala accorta plebe con­tro la legittima sovranità; a quale oggetto: si fingono fatti, s'inventano de­creti, e s'interpretano maliziosamente sapientissime ordinazioni.
Per mons. Lo Jacono i veri despoti della società erano i cosiddetti pro­gressisti, filantropi e zelatori della felicità dei popoli, perchè sono orgo­gliosi, avidi, amanti solo di se stessi; e mentre si chiamano liberali, sono despoti, sono prepotenti, sono verissimi tiranni nelle loro case, co' servi­dori, co' loro familiari, co' loro sudditi, quando ne hanno... È la carità invece che deve animare i veri cattolici perchè nelle mormorazioni, nelle maldi­cenze, ne' libelli, negli scritti incendiari, così nelle sette, nelle clandestine adunanze, nelle macchinazioni, nelle turbolenze, ne' tumulti, non vi può
essere spirito di religione Siate pacifici, cioè fedeli a Dio, ed al Sovrano, che
Dio ci ha dato religiosissimo, ubbidienti alle leggi, amanti della tranquillità, dell'ordine, che solo ciò può rendervi felici nel tempo e nella beata eternità.
Tutti quelli che promuovevano riforme sia nella religione tradizionale sia nell'ordine costituito dalla civile società, adducendo a giustificazione i sacri testi erano falsi, sediziosi, torbidi, ribelli; e se i pacificidiceva si chiamano figliuoli di Dio, ì pubblici perturbatori si sogliono chiamare figliuoli di Satanno, i di cui desideri si studiano eseguire, i di cui esempi, si argomentano d'imitare, le di cui dottrine procurano disseminare: Vos ex Patre diabolo estls et desiderio eius vultis perfieere, meutre invece i veri cristiani, i Santi, migliorarono la sorte dei popoli, alleviarono i mali, che gra­vano l'umana natura, e tornarono benemeriti della misera umanità, non mai però con tumulti, non mai con turbamenti, non mai con ribellione.... In ogni tempo i sediziosi, i torbidi, i ribelli sono stati cittadini orgogliosi, che aspiravano a posti non meritati, i cittadini ingordi, che volevano tornare doviziosi con le rapine; i cittadini invidiosi, o vendicativi, che amavano sollevarsi sull'altrui rovine, ovvero per torti ricevuti, e forse solamente immaginati, aspiravano alla vendetta ed al sangue. Si scagliava inoltre contro la rivoluzione francese stigmatizzandola opera infernale, mirante a distruggere con le false dottrine il Trono pontificio e la indistruttibile Chiesa di Gesù Cristo, e poi a detronizzare gli stessi Re. Per lai le idee libe­rali erano false perchè fomentavano il disordine. Siamo stanchi di sentir
*) A. C. JEMOI.0., op. eh,
-) Mons. Lo JACONO, Ometta, Festa d'Ognissanti 1847, come le cit. segnanti.