Rassegna storica del Risorgimento

VENEZIA-GIULIA ; CATTOLICI ; CLERO
anno <1956>   pagina <269>
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/ rapporti tra gli irredenti giuliani ed il clerof ecc. 269
Banche e giornali, circoli cattolici e iniziative di carattere cooperativi­stico sono l'arma più usata per la penetrazione clericale in questi anni, inco­raggiata o benevolmente tollerata dai vescovi, cui tuttavia questa intrusione dei sacerdoti nell'agone politico doveva apparire come in effetti era svantaggiosa pel loro prestigio spirituale. Lo slavismo di marca clericale va invece esaurendosi (nasce ancora nel 1908 una società scolastica clericale, la Nasa Straza); la propaganda slava si dirige ora piuttosto verso motivi sociali, ed agisce attraverso i partiti socialisti più o meno impregnati contem­poraneamente d'internazionalismo e di lealismo asburgico.
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Si giunge cosi alla prima guerra mondiale, e dopo la guerra molte cose cambiano volto, seppure rimangano vivi per un certo tempo i motivi per cui gli irredenti e il clero si erano trovati su opposte posizioni: il solco scava­tosi era stato troppo profondo. Non è nostra intenzione seguire questi motivi fino alla Conciliazione del '29 o fino all'attuale situazione religiosa della Ve­nezia Giulia, che vede dopo le tragiche vicende della seconda guerra mon­diale un rovesciamento completo dell'atteggiamento del panslavismo verso la Chiesa cattolica. Resta vero, però, che nel passato si sono valsi del­l'aiuto del clero cattolico il panslavismo e il Governo austriaco, i quali ne hanno avuto un prezioso alleato nella lotta contro l'italianità della regione. Ciò spiega come sia Oberdan che Sauro, condotti al patibolo austriaco a di­stanza di quarant'anni uno dall'altro, non abbiano voluto accanto a sé il sacerdote, poiché vedevano in lui il fedele esecutore d'una politica per la cui distruzione essi davano la vita.
SERGIO CEILA
La presente comunicazione, centrata principalmente sull'Istria, avrebbe bisogno di un abbondante corredo di note. In mancanza di studi specifici sull'argomento, ci accontentiamo di rimandare alle storie generali di Bernardo Benussi e di Attilio Tamaro, e agli studi sul­l'irredentismo di Angelo Virante, Buggero Fauro (Timeus) e di Mario Alberti.
Sono poi da tenere presenti:
Inattività del partito cattolico e popolato friulano negli ultimi venticinque anni (1894 1918), per cara dell'Unione cattolica popolare del Friuli, s. 1,1919.
BARZILAI SALVATORE, Dalla Triplico alleanza al conflitto europeo, Boma, 1914.
COTTONE CARMELO, Storia della scuola in latria, Capodistria, Focardi, 1938.
DE FRANCESCHI CAMILLO, Antonio Madonòma, La Porta Orientale, Trieste, a. XX, 1950.
DE FRANCESCHI CARLO, Memorie autobiografiche, Archeografo Triestino, Trieste, v. XII, a. IH, 1926 (lettera XXLII).
Di D'RHSCO MARCO, Felice Bennati, Pagine Istriana, Trieste, s. Ili, n. 4, novembre 1950.
QUARANTOTTI GIOVANNI, Storia detta Dieta del Nessuno, Atti e Memorie della Società Istriana di Archeologia e storia patria, Parenzo, v. X.LVIII, 1938.
KODOLICO NICCOLÒ, LO colonne dell'Austria, Milano, Trcves, 1917.
SABA GUIDO, Michele FaehùieUi, Archui/grafa Triestino, Trieste, v. XTV-XV, s. IV, 1948.
SANDONÀ AUGUSTO, It irredentismo nelle lolle politiche a nelle contose diplomatiche italo austriache, Bologna, Zanichelli, 1932-88.
La Venezia Giulia e l'invasione slava (documenti ufficiali), Milano, 1899.
La Voce, numero dedicato all'irredentismo, Firenze, dicembre 1910.
Uno studio organico non può trascurare Pesame dei giornali locali e gli Atti della dieta provinciale dell'Istria, Resoconti stenografici, Parenzo.