Rassegna storica del Risorgimento
CLERO ; SICILIA ; GIURISDIZIONALISMO
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1956
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Gino Cerrtio
della bramata proprietà terriera.l) E pertanto, ispirata a traesti principi, la legge del 10 agosto 1862 elevava a 10 ettari (pari a cinque salme, due bisac-cie e tre tumuli in misura siciliana) la estensione media ed a 100 ettari (pari a 57 salme) l'estensione massima delle quote, escludeva ogni sorteggio prescrivendo invece Tasta libera al migliore offerente, e non poneva alcun impedimento al monopolio dei lotti. 2)
L'azione condotta dai democratici contro l'esclusione dei nullatenenti dai benefìci della ccnsuazione accentuava il malcontento che serpeggiava fin da prima del 1860 fra i ceti popolari. Essi aveva scritto nell'ottobre 1861 l'Intendente di Modica al Segretario generale per la sicurezza pubblica inebriati in un primo momento della rivoluzione da idee di comunismo e dì brillante avvenire credono di essere stati traditi. Molti fra loro che veramente concorsero alla insurrezione, che seguirono indi l'inclito Generale che l'organizzò, mostransi cupi, dolenti e direi quasi in aspettazione di fatti novelli .3)
L'agitazione si estendeva anche in taluni strati della grossa borghesia,4) allorché veniva presentato alla Camera il progetto Vacca-Sella, del 12 novembre 1864, con il quale diceva la relazione lo Stato si prefigge di volgere a suo profitto una ragguardevole parte dei beni ecclesiastici, e di ritrarre utilità rilevanti dalla trasformazione a che intende assoggettare l'intiera massa dei beni medesimi. 5) H diverso atteggiamento assunto di fronte ad esso dalle due maggiori frazioni del partito d'azione della Sicilia contribuiva al processo di liquidazione dello stesso e ad un maggiore e sostanziale accostamento della parte moderata alle tesi della destra storica. 6) Caratteristiche al riguardo le posizioni assunte dalle Società operaie dell'isola; nonché il tumulto suscitato dai democratici palermitani capitanati da Giuseppe Badia, contro il comizio convocato in Palermo dal Perroni-Paladini, il 22 gennaio 1865.7)
D'altra parte, la propaganda antigovernativa e rivoluzionaria dei democratici si incontrava con quella svolta dai clericali e dai borbonici: alimentando ancora il malcontento determinato specialmente nelle popolazioni rurali dalla coscrizione obbligatoria, da motivi di carattere religioso e dalle
2) Cfr. l'articolo pubblicato dal Corico sol Giornale di Sicilia del 16 gennaio 1866 (riportato in S. COBLEO, op. cit.. pp. 324-26, Appendine).
-) Cu*, la Legge, cit. e il .Regolamento relativo.
8) Il rapporto è datato Modica, 5 ottobre 1861, in. G. SCICHH.O.NE, Documenti sulle condizioni della Sicilia dal 1860 al 1870, Homo, 1952, doc n. 18.
4J F. S. ROMANO, op. cit., p. 260 e sg. Vedi pure la Petizione al Governo per la oppressone dette Corporazioni religiose e destinazione dei loro beni, con la quale il Consiglio civico di Messina chiede che i beni vengano attribuiti ai comuni ed alle provincia in contemplazione precipua della origine della maggior parte di essi beni, votata il 2 dicembre 1864, in AITI DEti CoNsiGi.ro COMUNALE DI MESSINA, tornata cit. Simile era stato il comportamento dell'Ammi-jiìstraziona nel 1861 (cfr. infatti, A-'irri PEL CONSIGLIO, cit., tornata del 21 maggio 1861).
s) C. A. IEMOLO, op. ci'., pp. 248 sgg.
ó)7) In merito all'opposizione dei demooratioi, al dissidio fr i segnaci del Badia ed il PcirooiPaladini, ai comizi tenuti dai due gruppi e dalle Società operaie democratiche ed alle mozioni votate, v. A. MAITRICI, La genesi storica della rivolta del 1866, Palermo, 1916, pp. 269 sgg.; F. S. ROMANO, op. cit., pp. 255-57; F. SBANCATO, Origini e carattere della rivolta palermitana del settembre 1866, in Archivio storico siciliano, 1,952-53, voi. V. fase. I, pp. 167-170 e le pubblicazioni ivi cit. Anche utile per l'agitazione in Messina: AWadunanxa popolare riunita il 29 gennaio 1865 in Messina per la soppressione delle corporazioni monastiche daWavv. PAOLO La SPADA, presidente della stessa, Messina, 1865 (estratto dalla Gasxetta di Messina, n, 9).