Rassegna storica del Risorgimento
CLERO ; SICILIA ; GIURISDIZIONALISMO
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1956
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276
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Gino Cerrito
È quindi certo che questa legge, colpendo tanti interessi materiali e morali,l) fu una delle principali cause che diedero luogo all'insurrezione palermitana del settembre 1866 preceduta e seguita dal fenomeno del banditismo politico, facente capo ai discepoli di Giovanni Corrao. -) Il malcontento eccitato da questa soppressione... scriveva 1*Arcivescovo di Palermo al Presidente del Consiglio dei ministri unita ad altre cause potentissime di malcontento rese ardimentosi quel pugno di ribaldi a penetrare nella città.3) Similmente, il Commissario straordinario per la provincia di Palermo, riteneva che Lo scioglimento delle corporazioni religiose, che travolgono nella loro caduta molte migliaia di famiglie abituate a vivere a loro spese, insieme al sentimento dissolvente della diffidenza contro il Governo... Insinuata nelle masse dalla opera tenebrosa di frati e preti..., dovessero considerarsi cause della tragica manifestazione rivoluzionaria.4)
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Le difficoltà incontrate dalle 24 commissioni circondariali istituite in Sicilia dalla legge del 10 agosto 1862 e dal regolamento relativo furono in verità rilevanti. I primi ostacoli al regolare espletamento del loro lavoro vennero creati dagli enti ecclesiastici medesimi, i quali in buon numero si rifiutarono di fornire gli elementi richiesti dalle commissioni sui fondi rispettivamente posseduti. Spesso, anzi, le stesse amministrazioni comunali ed i notai, tenuti a rispondere ai quesiti posti dalle commissioni, ritardavano studiatamente o addirittura si dichiaravano contrari alla compilazione degli elenchi o delle dichiarazioni negative sui beni ecclesiastici esistenti nell'ambito della loro giurisdizione, e inducevano altresì i periti preposti alla quotizzazione a rifare o abbandonare le rilevazioni. La polemica iniziata poi dagli enti per la
Sessione 1867 (estratto); e non solo per i dati riportati, ma altresì per le opinioni espresse sulle conseguenze dell'abolizione delle corporazioni religiose.
Sullo stesso argomento, un contemporaneo scrive: Dallo soppressioni si sarebbero dovuti escludere gli ordini dei mendicanti, i quali vivevano di lemosine e facevano lemosine (G. BOL, Ricordi messinesi dal 1860 al 1675, Messina, 1877, p. 64). Autorevole è anche il parere dell'on. D. TAJAXI, espresso alla Camera dei Deputati nella tornata defl'll giugno 1875, nel corso della Discussione sui provvedimenti di pubblica sicurezza. Infine, cfr. anche F. BBANCATO, qp. tòt.* p. 168, nota 1.
*)! 'Cfr. la lettera di S. Fàscia a F. Guardione cit. in cui il Fascia scrive di non aver votata la legge per la soppressione delle corporazioni religiose, perchè dichiarai che quella legge doveva essere legge di Giustizia... per ridurre alla legge comune i privilegiati del monachesimo e rendere al popolo i beni strappati col fanatismo e la superstizione; era evidentemente simile l'atteggiamento tenuto dal F. in Sicilia, come dimostrano anche il manifesto stampato dal Baknnin a Napoli nell'ottobre 1866, dal titolo ha situazione italiana e il Programma della- Società Libertà e Giustina fondata noi gennaiofebbraio 1867 dallo stesso, alla quale aderiva il Fàscia (cfr. M. NETTLAU, Bakunin e VInternationale in Italia* Ginevra, 1928, pp. 89,103). Per le protesto e le opposizioni dei parlamentari e specialmente del deputato Vito D'Ondes-Beggio, vedi ATTI PARLAMENTARI CAMERA, tornate del 7-19 giugno 1866.
2) per la rivolta di Palermo cfr. il documentato F. BRANCATO, op. ci*., pp. 139-205, ricco di bibliografia
) livlasione deiPArcvuescovo di Palermo G. B. Naselli al Presidente del Consiglio dei mv-nistrir sui casi di Palermo del 16-22 settembre 1866, Palermo, 23 ottobre 1866 (in parte riprodotta in G. NICOTHI, Storia della Sicilia nelle rivoluzioni e rivolte, New York, 1934, pp. 163-69),
*) UH. Commissario Straordinario per hi provincia di Palermo al Presidente del Con taglio dei Ministri Palermo 24 settembre 1866 e 30 ottobre 1866, in G. SCICHUÌONE, op. cit., docc. tu 125, 133.