Rassegna storica del Risorgimento
CLERO ; SICILIA ; GIURISDIZIONALISMO
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1956
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Gino Cerrito
usavano innalzare la base d'asta a cifre esagerate, onde costrìngere il concorrente a prendere il lotto ad nn canone impagabile, o a ritirarsi addirittura. In quest'ultima ipotesi il nome di un nullatenente permetteva allo speculatore di sottrarsi al pagamento del canone esoso. Oltre che per i grandi latifondi, questi metodi erano usati per i piccoli lotti vicini all'abitato, i quali si sarebbero potuti facilmente rivendere e con profitto ai medi e piccoli agricoltori.
La speculazione, quindi, colpiva non solo i magri risparmi dei coltivatori, sottraendo così grosse somme al miglioramento dei terreni, ma danneggiava pure i titolari, giacché rendeva difficile la costante esazione dei canoni superiori al vero reddito dei fondi subastati. Contro gli aggiudicatari insolventi, anziché iniziare dispendiosi processi di devoluzione giudiziaria, i titolari preferivano spesso attendere lunghi anni per riprendersi le terre in condizioni disastrose, per le distruzioni apportate dai veri interessati protetti dal nome dell'indigente, onde risarcirsi delle spese d'asta e di registro affrontate. Deprezzati del loro valore, questi lotti venivano poi riposti all'incanto con un'irrisoria base d'asta. ì
La diserzione delle gare da parte degli agricoltori si verificava laddove la camorra e la mafia regnavano sovrane: come a Palermo 2) o a Messina, ritenuta una delle provinole più tranquille dell'isola. Il 1867 scriveva il prefetto di questa provincia segna l'epoca del completo pervertimento morale della città e provincia di Messina, dello incontestato imperio della mania. Da quell'epoca in poi essa ebbe ingerenza in tutta la vita sociale, commerciale, industriale della città.... H contrabbando, il lotto clandestino..., l'esclusivo concorso all'acquisto dei beni ecclesiastici e demaniali posti all'incanto, sono i mezzi più. cavallereschi coi quali esercita e sviluppa la sua attività. 3) Più potenti ancora della mafia e della camorra furono in molte contrade il carattere forzoso stesso della censuazione e il pregiudizio religioso, che concorsero a scoraggiare i piccoli e ignoranti agricoltori, col timore delle pene ecclesiastiche. *)
Comunque, per i piccoli coltivatori non era facile mantenere a lungo il possesso dei lotti enfiteutici, per mancanza dei capitali necessari a coltivarli* specie quando impiegavano i loro risparmi in talune aste vantaggiose e nelle prime migliorie, senza prevedere che solo un cattivo raccolto li avrebbe costretti alle volontarie dimissioni o a vendere sottocosto. ? Anzi, vittime di errati calcoli sulla produttività degli incolti lotti ecclesiastici erano non solo i piccoli, ma a volte i medi e qualche grosso proprietario, ehe da agiato e onorato scriveva uno studioso messinese è divenuto indebitato e
') Cito sempre da S. COKLEO, op. alt., passim.
2) In merito alla corruzione esistente a Palermo e agli scandali suscitati da quelle autorità responsabili, autorevole il discorso tenuto alla Camera dall'oc. D. Tajani, nelle tornate parlamentari dell'11 e 12 giugno 1875, sul problema dei provvedimenti di pubblica sicurezza,
3) Gfr. il Rapporto inviato dal Pro/etto di Messina al Ministro delPinterno, nel giugno 1875, in Fede e Avvenire, Messina, 6 giugno 1875 (a. X, n. 18) 20 giugno 1875 (a. X, n. 20).
*) S. Corneo, op. eli., pp. 152-154.
5) Nel programma elettorale della Società Libertà e Giustizia, del febbraio 1867, diffuso dogli affiliati, insieme ad un manifesto dottorale stampato dopo lo scioglimento dello Camera, si chiedeva che i beni ecclesiastici venissero restituiti ai comuni e dati a censo ai proletari. Dal prodotto netto degli utili derivanti ai comuni su questi bcui una quota si destini... alla costituzione in ciascun Comune d'una Banca di credito al lavoro , Tale programma veniva diffuso in Sicilia da Saverio Fascio, presidente della Società stessa (in M. Tfem.AU op. eh., pp. 103-4).