Rassegna storica del Risorgimento

CLERO ; SICILIA ; GIURISDIZIONALISMO
anno <1956>   pagina <280>
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Gino Córrilo
La pubblicazione, però, non riusciva a chiarire i dubbi ed a confutare le critiche avanzate, per diversi motivi di ordine scientifico, di cui l'autore non aveva tenuto conto. Egli, infatti, aveva fra l'altro limitata la sua inchiesta ai soli 681 fondi quotizzati in più di tre lotti ciascuno, per una estensione media complessiva di 129.787 ettari, escludendo quindi i 61.741 ettari di terra, corrispondenti ai 5479 fondi ripartiti in 5718 lotti. Perchè questi ul­timi sosteneva il Gorleo per la loro piccolezza avrebbero potuto suddi­vidersi maggiormente, anziché riunirsi in poche mani. *)
Considerando i fatti a cui abbiamo precedentemente accennato, e i danni causati al progresso dell'agricoltura siciliana in generale ed alla piccola proprietà in particolare da quella lunga serie di provvedimenti governativi, tendenti al risanamento del deficit finanziario dello Stato: dal macinato all'aumento delle imposte prediali, dalla tassa di fabbricazione degli spiriti di vino alla estensione del monopolio dei tabacchi alla Sicilia; nonché i flagelli ancora più temuti, che negli anni dopo il 1870 avevano fatto la loro comparsa nell'isola, cioè la crittogama della vite, l'atrofia del baco e la gomma dell'agru­me; ci sembra che la giustificazione di Simone Corleo sia priva di valore. Giacché è da ritenere che proprio negli anni dopo il 1870 il numero dei piccoli proprietari abbia subito delle riduzioni sensibili a vantaggio del latifondista.
I dati statistici pubblicati, secondo cui, per esempio, il fondo Pozzillo, posto nel territorio del comune di Licata, diviso in 255 lotti alla media di 3 ettari venne assegnato a 19 concorrenti, che nel 1877 erano già diventati 150; o il fondo Puceia, posto in territorio di Polizzi, frazionato in 46 lotti alla media di 17 ettari venne aggiudicato a 11 concorrenti ridotti in seguito a 2, non ci danno una giusta idea dell'effettivo frazionamento, né ci forniscono i nomi degli enfiteuti, onde determinarne la possible ricorrenza nell'acquisto dei lotti posti all'incanto dai diversi tribunali circondariali dell'isola. 2)
Eppure, i quadri e gli elenchi semestrali delle subastazioni compiute, depositati dalla Soprintendenza nell'Archivio di Stato di Palermo,3) ri­portano tutte le notizie di cui si nota il difetto nelle pubblicazioni del Soprin­tendente. Ed è sufficiente lo spoglio di poche buste per invalidare il rap­porto sul quale poggiano tutte le argomentazioni dell'autore, fra l'estensione complessiva dei fondi censuati, il numero e la media estensione dei lotti e la cifra degli aggiudicatari.
Perchè la media riportata dal Corleo non si consideri un elemento utile alla determinazione del problema del frazionamento, basta rilevare che spesso i lotti di uno stesso fondo non avevano una uguale estensione, sì da potere attraverso la media farsi un'idea piuttosto precisa della grandezza delle singo­le quote; le quali, di fatto, da poche are raggiungevano i cento e più ettari. 4)
1) Ibidem.
2) S. COIUVEO, La distribuzione dalla terre per Venfitcusi dei terreni ecclesiastici e la ateu-rezza pubblica in Sicilia, cit.
3) I Fondi sono denominati; Soprintendenza generala alle commissioni circondariali per l'enfiteusi dei beni rurali ecclesiastici di Sicilia (1862-1882); Soprintendensa generale alla censuazione dei beni ecclesiastici (1865-82); Soprintendensa generale alle commissioni circon­dariali per Venfiteuei dei beni rurali ecclesiastici (1862-72),
*) Cfr., per esempio, il Quadro generale delle subastazioni dei beni rurali ecclesiastici... compiute nel semestre dal 15 giugno al 1S dicembre 1865, e gli Elenchi delle subastazioni*.. del I" semestre 1869, rispettivamente in A. S. P., Soprintendenza generale alle commissioni circoli-dariali per Vmfiteusi dei beni rurali ecclesiastici di Sicilia, 186Ì-66, busta 1.65 e busta 135;