Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; AUSTRIA ; VIENNA
anno
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1956
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pagina
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284
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LA STORIA DEL RISORGIMENTO ITALIANO HHH NEGLI ARCHIVI VIENNESI
Se nell'età napoleonica il centro di equilibrio della politica europea fa Parigi, dopo la sfortunata vicenda del grande Corso, Passe si spostò nell'Europa centrale, e la capitale dell'impero absburgico, Vienna, diventò la guida della politica europea, più e meglio della compassata e sapiente cancelleria inglese.
Mettermeli fa il grande artefice. Egli aveva cercato di educare Napoleone, riconducendolo nell'orbita della politica absburgica; aveva cercato di indirizzare e frenare le sue esuberanti aspirazioni: in quest'opera era fallito. Scoppiata la crisi prevista fu sollecito a raccoglierne il frutto. Nel Congresso di Vienna poneva il suggello all'infausto periodo, clic aveva sconvolto e offeso tanti interessi, ricostruiva l'Europa, ma anche e soprattutto, tra tanti e contrastanti aspiranti all'egemonia continentale, affermava la propria superiorità, cui re ed imperatori dovevano sottomettersi.
Mettermeli dettava la propria dottrina, che ricollegava l'Europa alla preponderanza absburgica; e a Vienna stabiliva il centro della vita politica europea, al quale, volente o nolente, ogni altra nazione doveva far capo. L'affannosa e ardente storia del Risorgimento, che muove dal vigoroso colpo di reazione inferto all'Europa dal brutale e ferreo comandamento metterni-chiano, si svolge tutta intorno a questa laboriosa cancelleria, dove sono state elaborate e maturate le fortune e le disavventure della dinastia absburgica, dal successo di Vienna alla sconfitta di Sadowa, ma dove sono stati anche rimaneggiati e decisi i destini della nuova Europa del secolo XIX.
Se perciò la scienza vuol essere aderente alla realtà, nel ricercarne le vicende, essa deve rivivere la storia là dove principalmente ha avuto ispirazione, compimento e consacrazione. Anche se quella documentazione ha il vizio, almeno apparente, dell'unilateralità, soggetta all'interesse dell'ispiratore, la posizione, che la sorte gli ha riservato nel gioco alterno delle vicende umane, fu tale da dover suo malgrado accettare e subire le reazioni favorevoli e sfavorevoli, che le sue iniziative suscitavano; e di esse lo stesso autore doveva tenere conto, doveva seriamente studiarle e valutarle, doveva averle sempre presenti nella loro integrità, per non esser intempestivamente sorpreso impreparato.
H suo ufficio si trasformò in un ampio osservatorio, dal quale non solo si dirigevano le sorti di Europa, ma anche, e prima di tutto in esso si raccoglieva la più accurata visione di quanto accadeva tutto intorno. Era questo il materiale necessario per predisporre piani politici, piani diplomatici, piani militari di direzione e di orientamento: ed è questo il materiale, che ci illumina con tanta abbondanza di luce su spiriti e forme di un periodo della nostra vita tanto agitato e maestro del nostro costume, ci guida tra i meandri di oscuri segreti, nei quali nobilissimi ideali furono ingenerosamente contaminati, e ci svela gli occulti misteri di una diplomazia interessata a dissimulare con subdola arte le finalità della propria condotta.
Quel materiale, che al grande ideatore deU'equilibrio europeo, servì di strumento per la sua creazione, qualunque ne sia stata l'efficacia e il valore,