Rassegna storica del Risorgimento

ROSMINI SERBATI ANTONIO ; CAVOUR, GUSTAVO BENSO DI ; GIOBERTI V
anno <1918>   pagina <387>
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Nuovi dommenU sulla .mydi-fymrsia fùmtìmìcma, ecc. 387
stesso tempo aveva tentato di giustificarlo asserendo che egli aveva agito sona rimpulsion d'une convfójnx profonde et avec la plus parfaite botine foi e che se non poteva cedere alle generosa insi­stenze del Santarosa in favore del Gioberti, ciò faceva non già per vanità o per testardaggine ma in conseguenza delle dottrine assolute, esagerate che egli aveva adottate: d'altra parte, aveva ancora notato Camillo di Cavour il Gioberti si era pure dimostrato altrettanto in­transigente contro gli avversari ed aveva suscitato per la condotta tenuta nei primi tempi dell'esilio voci non belle.
Ora in questa nòstifc lettera, ribaditi i torti del fratello, Camillo dì Cavour aggrava anche i giudizi sul Gioberti dimostrando di prestar fede ad un'accusa che su di lui circolava nei cròcchi parigini e di cui sì faceva specialmente portavoce il principe Della Cisterna, cioè che il Gioberti avesse in quei tempi stretti accordi coi gesuiti.
Èra questa una delle tante diffamazioni tentate contro il Gioberti dai suoi avversari.
Il Gioberti, un po' per il difficile suo temperamento, un po' per il suo. misogallismo, un pò: per In sua passione polemica, non aveva lasciato a Parigi molte simpatiel tanto Che; lo stesso principe Della Cisterna che pure era stato legato al Giòber ;da. ottimi rapporti di amiciziaa era diventato: mm dei suoi più accaniti detrattori. Il Gio­berti si era accorto dall'ostilità parigina e della campagna denigra­toria conferò di lui tanto che fin dal 16 luglio 1840 scriveva al Riberi :* Se in yessi conosciuto la sapienza e la cortesia degli infranciosati ohe colà dimorano, se u" avessi ricevuto le lettere anonime e non anonime rsetocchissime impetaosissiiiiie, che mi furono indirizzate, perchè non sono un apostata e mi mantengo italiano; se tu fòssi stato testimonio del discorsi e dei pettegolezzi eh e ebbero luogo a miori-
* 3?iii dal '34 gli eduli italiani a Parigi tacciarono Gioberti Siimslro/Tlv perche questi aveva, presso dì loro sostenuto la buona Me di l'ordinando Dal Pozzo nello, scrivere un'apologia del governo austriaco; Qlò risulta tt una bellissima ed inipoi-tantissima létteitt iiróclfla del èioUAi M '34 inatti pronostica la totalità della guerra universaie a gllhopprossi e gli oppressori o dello smembramento del-l'Àustrin, Sara resa presto eli"piuibiiea ragione.
9 Scriveva :ff Gioberti al Blberi il 17 ottobre 1838 (Biaim, M TMtem lip WM.vùnmim jioUtieo e. minimo,, MirénaQj 1881, pagi 9): e II principe Della Ci­sterna è' un uomo oecolltinto-ua- ogni parte r* al Pinelli 1113 ottobre 1833 (OIÀS, tiBJf t WWiPiM mm màm> 1912,pagg.2T-28) : Ho conosciuto Uprincipe Della "Esterna uomo di vita modestissima assensi generosi olio mi accolse Quasi come un antico amico !? fJEit'i'i, op. clt., pag. 45i
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