Rassegna storica del Risorgimento
REGIONALISMO ; MINGHETTI MARCO
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1956
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AttUio Craglietto
steri, cioè: interno, istruzione pubblica, lavori pubblici e commercio Dal primo può togliersi tutto quauto riguarda beneficenza, opere pie, igiene, sanità, teatri, caccia e pesca, monumenti pubblici; dal secondo l'insegnamento medio e tecnico, le università e le accademie di belle arti; dal terzo: le acque, strade e porti secondari; dal quarto: l'agricoltura, boschi e statistica.
In lui dunque nessun timore che il sistema amministrativo che aveva proposto potesse nuocere all'unità politica del paese, anzi una bella sicurezza nell'affermare, non senza intento politico, che esso non che nuocere all'unità, all'unità avrebbe giovato.
Questa persuasione doveva essere in lui rafforzata dal concetto che gli si era andato formando del potere reale. ' )
Pel Minghetti, il re era tutt'altro che un simbolo, ed egli era ben lontano dall'accettare la speciosa formula del Thiers il re regna e non governa.
Le costituzioni pongono bensì un limite all'autorità reale, onde non trasmodi, ma non ne annullano l'azione; quindi un re può essere scrupoloso osservatore della costituzione e portare nel governo della cosa pubblica il peso di un grande intelletto, di una grande virtù, d'una grande autorità. Ed egli ricordava atti singoli di Vittorio Emanuele, il quale col suo intervento fu un fattore assai importante nella storia del regno. Ora, se il Minghetti ebbe questo concetto della potestà regale non potè non pensare che il re avrebbe dovuto essere costante fattore di unione fra le vagheggiate regioni. Il non aver forse insistito su tale concezione dell'ufficio del re, che egli ha certo concepito in questo senso, può aver danneggiato i sostenitori del progetto che fugacemente abbiamo esposto.
ATTILIO CRAGUETTO
*) Vittorio JSmanueliB, come rt coaiiiusitmnfe, in Scritti di Marco Minghetti pubblicati da ALBERTO DALLQLIO, Bologna, 1896.