Rassegna storica del Risorgimento
VENTURA GIOACCHINO
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1956
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294
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294 Giacomo Cremona Casoli
zelo allo studio del Vangelo, della Bibbia, dei Padri e dei Dottori della Chiesa, specialmente di S. Tommaso d'Aquino, dal quale trasse argomenti a favore dei suoi ideali politici. Ma lo tolse dal suo isolamento il pontificato di Pio IX, durante il quale spiegò la sua più feconda attività politica.
Enrico Montazio nella biografìa del Ventura, che inseri nella collezione I contemporanei italiani racconta che l'arcivescovo di Napoli, cardinale Pignatelli, monaco teatino, recatosi a Roma per il conclave dopo la morte di Gregorio XVI si rivolse al Ventura per consiglio intorno all'elezione del nuovo pontefice, ed il Ventura, che aveva sentito parlare dei vescovo di Imola Giovanni Maria Mastai Ferretti dall'abate Graziosi, che era stato maestro di lui ed anche suo, gli riferì i giudizi uditi sul Mastai, e particolarmente gli ripetè la frase sintetica: gli batte in petto il cuore di un papa terminando le sue confidenze col consiglio che scegliessc fra i cardinali Gizzi, Falconieri e Mastai, e definiva il Mastai l'uomo dei dovere.
Pio Nono, dopo che fu eletto, chiese al Pignatelli perchè gli avesse dato il proprio voto, e questi gli riferì i discorsi fatti col padre Ventura, antico condiscepolo del papa, il quale poi volle avere vicino tanto lo stesso padre Ventura quanto il loro maestro l'abate Graziosi.
Il Clave (Pie IX et l'Italie) e il Montanelli (Memorie sull'Italia) affermano che il Ventura fu presso il papa il mediatore della parte liberale e particolarmente l'ispiratore della famosa amnistia, che suscitò entusiasmo nel popolo ed ebbe un'eco favorevole in tutta Italia. Pio IX, meravigliato di ciò, ne chiese spiegazioni al padre Ventura, il quale gli disse, come riferisce il Clave, che il popolo col suo buon senso aveva giudicato quell'atto non solo in se stesso ma per quello che prometteva; Pio IX, commosso, soggiunse: il popolo ha saputo leggermi nel cuore. H Montazio racconta che un giorno Pio IX si rammaricava col Ventura perchè il governo francese aveva richiamato a Parigi il suo ambasciatore ( non abbiam più una potenza in nostro favore) e il Ventura allora gli disse: Santo Padre vi restano i popoli, Dio e la giustizia. Con siffatti alleati potete far senza della diplomazia e dei Re.
Il famoso agitatore dell'Irlanda, Daniele 0' ConneH, benché vecchio s'era avviato a Roma per far visita al nuovo papa, già favorito dalla pubblica opinione; ma giunto a Genova, la sua malferma salute peggiorò, e colà morì, lasciando il suo corpo all'Irlanda, e il suo cuore a Roma. Quando questo vi giunse, il papa ordinò che si facesse un magnifico funerale, chiamando il Ventura a fare l'orazione commemorativa. Questi si schermiva, temendo di doversi esprimere in termini tali da far dispiacere al papa, perchè vedeva nella vita di 0' Connell l'alleanza della religione con la libertà, che era il suo pensiero dominante. Ma il papa lo rassicurò, dichiarandogli che egli pure era della stessa idea.
Nella chiesa di S. Andrea della Valle la cerimonia riuscì solenne, e sul cenotafio sorgevano due statue rappresentanti la Religione e la Libertà che sorreggevano la Croce. Il padre Ventura dal pergamo pronunziò l'orazione funebre, esaltando la religione come mezzo alla conquista della libertà, e la libertà come mezzo al trionfo della religione. Benché il discorso durasse a lungo, riuscì, per la vibrante eloquenza, a tener viva l'attenzione degli ascol-
) Torino, U. T. E. T., 1862.