Rassegna storica del Risorgimento

VENTURA GIOACCHINO
anno <1956>   pagina <298>
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Giacomo Cremona Casoli
smo, e si propose di rinnovare la filosofia scolastica. Nell'orbita di questa introdusse una sua distinzione che gli sembrò fondamentale, fra il metodo dimostrativo sostenuto dalla fede religiosa, e il metodo inquisitivo che co­stantemente avversò, come caratteristico delle varie correnti della filosofia moderna, giungendo cosi ad escludere lo spirito d'indagine che è dominante nel pensiero scientifico moderno, e quindi anche nella filosofia.
Scrisse in gioventù l'opera latina De methodo philosophandi, più tardi due scritti polemici: Della vera e della falsa filosofia e Della origine delle idee. Lasciò infine un'opera postuma in cinque volumi, La filosofia cristiana.
Di pensiero filosofico sono nutrite le sue conferenze La raison philoso-pìiique et la raison catholique, ma l'illustre storico della filosofia prof. Luig i Ferri, nel suo Essai sur Vhistoire de la philosophie en Italie au dix-neuvième siede, ') pur trattando del Ventura con la sua abituale serenità e modera­zione, nota negli scritti filosofici di lui molte esagerazioni, che lo rendono in­giusto verso la filosofia moderna, e osserva anche qualche contraddizione prodotta dal soverchiare del sentimento su la riflessione; ma rende omaggio alle intenzioni da cui l'uomo di forte fede era dominato. Retrograde cn philosophie il a été liberal en politique et s'est maintcnu cohérent à cette contradictiou jusqu'à la mort, 2)
Il Ferri, poi, considerando il momento culminante della vita del Ventura, lo avvicina al Rosmini e al Gioberti: Tous trois se sont accordés pour de-mander l'independance et la liberté des nations. Tous trois, dans les rapides érnotions du 1848 ont imaginc l'Eglise et son chef conformes à leurs propres sentiments; dans Ieur noble et saint enthousiasme, ils les ont vue guider, sous l'inspiration immediate de Dieu, dans les voies de la sagesse et du pro­grès, le troupeau errant des peuples. 3:)
C'era nel Ventura il magnifico sogno di arrivare a vedere il capo della religione porsi alla testa delle più nobili aspirazioni dell'uomo moderno. Ma egli urtò contro le esigenze reali della vita sociale e politica del tempo, e non arrivò a trarre dalla esperienza quei frutti che ne trasse il Gioberti, passato dal Primato al Rinnovamento. Gli sforzi del Ventura cozzarono contro la vec­chia burocrazia papale, contro lo scetticismo della diplomazia e controia stati­cità di un ordine religioso che era stato troppo spesso il braccio destro dei principi assoluti.
Negli ultimi anni della sua vita il Ventura fu di salute cagionevole, fors'anche per la sua intensa operosità; si ritirò nella quiete di Versailles, e ivi mori il 2 agosto 1861, non ancora settantenne.
Credo veramente che se qualche giovane si dedicasse ora allo studio dell'uomo e della sua opera, consultando anche i manoscritti presso la famiglia a Palermo, e presso la chiesa di S. Andrea della Valle a Roma, potrebbe farne argomento di una monografia importante per la conoscenza del periodo storico in cui il Ventura spiegò la sua molteplice e operosa attività.
j* GIACOMO CREMONA CASOLI
i) Pangi, Durane! oc Didier, 1869. ) L. FKRRI, op. etti, voi. II, p. 313. a) Ibidem, p. 307.