Rassegna storica del Risorgimento

LABRIOLA ANTONIO ; STORIOGRAFIA
anno <1956>   pagina <299>
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ANTONIO LABRIOLA EU STORIOGRAFLA DEL RISORGIMENTO
Cinquantanni fa, il 2 febbraio 1904, si spegneva in Roma, poco più. che sessantenne il professor Antonio Labriola. Era stato un maestro nel senso più. nobile ed alto della parola, un maestro, per comune riconoscimento, davvero eccezionale e grande.
IL suo insegnamento aveva segnato una pagina degna di memoria nella storia dell'Università italiana, non solo per l'impronta originale che il Labriola seppe dargli, non solo per l'influenza decisiva che esercitò su discepoli, che talvolta superarono in fama il maestro, ma anche perchè fu tutto illuminato dall'esempio della probità professionale, della dedizione alla scuola, della dignità morale del carattere.
Le eccelse virtù del maestro e dell'uomo, fusi nell'aderenza della pratica all'ideale morale e pedagogico, rifulsero specialmente negli ultimi anni, quando un cancro alla gola spezzò quella voce che al dire di un disce­polo aveva detto parole immortali, minacciando di calare su di lui la pietra del sepolcro, quando ancora lo spirito vibrava di forza creatrice e le parole si addensavano e premevano impetuose sulla porta che più non s'apriva.
Nella tragica ansia di quei giorni tristi il maestro non piegò l'animo alla sventura e trascinò fino all'ultimo sulla cattedra il corpo esausto, quasi a suggellare, con il suo disperato attaccamento, la fede morale di tutta la sua vita. I foglietti manoscritti di appunti, che egli passava agli studenti, sono la testimonianza vivente del tormento e della passione di quel dramma umano.
Ora se anche il Labriola fosse stato solo un grande educatore, avrebbe ben meritato la riconoscenza della patria e l'ammirazione dei posteri.
Ma la giustizia del tempo, che molti rimpicciolisce e livella nell'oscurità dell'oblio, ha inverato ed invera l'opera sua, ingrandendo di molto la statura di lui. Gli stessi atteggiamenti, che ad alcuni contemporanei e discepoli parvero bizzarrie o stravaganze, si compongono ora armonicamente nelle linee architettoniche della sua ricca personalità e della sua concezione virile della vita.
In una riunione di storici e di studiosi di storia l'indagine deve necessa­riamente porre l'accento sull'attività scientifica del Labriola ed in particolare sul suo apporto allo sviluppo della storiografia. Ma affinchè non si smarrisca il senso della realtà effettuale e non venga obliterato l'equilibrio delle propor­zioni, occorrerà richiamare ed aver presenti alla mente i vari aspetti della sua opera complessa nei campi della vita pratica e speculativa, della politica, della scuola, della filosofia, della storiografia, della sociologia.
Egli fu certo, sopra tutto, filosofo della storia. Il suo problema centrale e basilare non fu quello di arricchire di nuove fonti la conoscenza storica, di portare alla luce nuovi documenti, di porre in serie cronologica una molte­plicità di dati, ma fu di interpretare e di spiegare, di intendere il senso delle cose e degli avvenimenti, di capire il ritmo del processo storico e le forze che lo costituiscono e lo muovono. In una parola il suo problema fu essenzial­mente quello della conoscenza storica.