Rassegna storica del Risorgimento

LABRIOLA ANTONIO ; STORIOGRAFIA
anno <1956>   pagina <304>
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Luigi Dal Pane
saggiava la validità attraverso la ricostruzione storiografica, che si conclu­deva nella narrazione e rappresentazione.
Questi tratti biografici ci introducono nel carattere specifico della filosofia della storia del Labriola. Per lui la filosofìa della storia non può rappresentare una dottrina per uso personale o un apporto alla soluzione di non sappiamo quali eterni problemi. Per lui la filosofia della storia è il risultato di tutto il movimento storico e culturale dell'umanità, risultato acquisito e rielaborato attraverso la critica e l'indagine positiva.
Siamo dunque fuori dal naturalismo, come siamo fuori dall'idealismo: direi che siamo al di sopra dell'uno e dell'altro.
La storia in senso obbiettivo egli diceva oramai non ci apparisce più. come un prodotto accidentale di una somma di atti arbitrari né come la emanazione di un disegno superiore, il che sarebbe la spiegazione teologica, ma come un che di automaticamente semovente, che rappresenta la somma delle umane attività nel divenire dell'uomo stesso dallo stato animale fino alla presente sua condizione.
Quando noi per esempio fissiamo nell'estetica i canoni del poema epico, ovvero nelle discipline pratiche fissiamo i principi del diritto o della economia, noi non facciamo che estrarre dalla storia certe sue forme preminenti, certi suoi elementi decisivi e non in quanto siano al di sopra di essa come la sua regola o il suo modello, ma in quanto sono essa stessa in atto. E si capisce infine che, dato cotesto modo d'intendere la storia in quanto obbiettiva somma di accadimenti, da tale nuova concezione scientifica risulti una modi­ficazione nell'indirizzo della ricerca per chi coltivi la storia come disciplina che deve metter capo nella esposizione e nella narrazione .
Così dalla storia intesa a parte obiecti sgorga la stessa filosofia della storia come consapevolezza di un movimento che è nelle cose medesime.
Anche a prescindere dalla questione specifica del materialismo storico, nel secolo XIX la discriminazione del fenomeno sociale s'è fatta attraverso tutti gli studi del diritto, dell'economia, della mitologia, della linguistica e così via, cosicché da ultimo s'è formata tutta una nuova veduta della vita umana. A misura che la ricerca storica si avvicina al modo del pensare scien­tifico essa trova il suo sussidio e la sua guida nell'indirizzo sociologico, quanto a considerare le conglomcrazioni umane come costituenti delle morfologie.
Questo ci porta a sostituire al concetto dell'inventiva individuale la chiara nozione delle forze collettive, onde vero subbictto dell'azione storica ci si presenta il formarsi a divenire delle società.
Il materialismo storico rappresenta un caso particolare di questo gran movimento scientifico.
L'atteggiamento del nostro spirito s'è cambiato nella considerazione dei fatti accaduti.
Trovare i principi o le linee direttive del processo storico significava rendere possibile una esposizione sensata dei fatti e degli avvenimenti. Ecco perchè il Labriola poteva affermare che il problema della filosofia della storia è di esporre la storia in modo che si capisca.
Ora, dato l'orientamento della cultura moderna, questa comprensione era diventata impossibile, senza che si determinassero le condizioni del vivere umano nelle varie epoche e senza che si risolvesse il quesito dei motivi del variare di tali condizioni.