Rassegna storica del Risorgimento

ROSMINI SERBATI ANTONIO ; CAVOUR, GUSTAVO BENSO DI ; GIOBERTI V
anno <1918>   pagina <389>
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Nuovi documenti sulla conlrovarsia rosmì/niwna, ecc. 380
Ora dati questi sfoghi antigesuitiei nelle lettere assai anteriori alla pubblicazione dei Prolegomeni e dato il fatto che il Gioberti non po­teva aver perdonato ai gesuiti la parte da loro avutal nel suo arresto e nel suo processo dei '33,8 come è possibile ammettere che nel *48 potesse avere stretto accordi con loro ? Tale voce era stata raccolta dal Cavour in un crocchio anligiobertiano di cui faceva parte quel conte di Castollengo genero del Solaro della Margherita il quale, a contatto quotidiano coi gesuiti, avet scritto a proposito della Ca-vouriata una lettera molto aspra a Monsignor Fornari sul conto del
meraviglia se esso lo considera come capitalo suo nemico, e inetta a confutarne gli scritti, tenta almeno di contaminarne la l'ama . E altrettanto chiare sono le allusioni nelle lettere al Verga intorno a quanto aveva scritto il Botta sui gesuiti. Gli scriveva, ad esempio, il 3 febbi-aio 1832 (MASSARI, 1,142) : . Egli è certo che fu dettata con animo libero e ohe vi ha più di un volume in cui le arilo infami o scellerate de1 gesuiti sono esposte senza temperamento e senza maschera ; e il 22 febbraio 1835 scriveva al Ri bori (BERTI, op. cit., pug. 23): I gesuiti guastano del Cristianesimo le partì più vitali e in vista di difensori e di amici ne scavano di soppiatto le fondamenta. 33 sotto il nome di gesuiti intendono tutti coloro che corrompono la morale e il culto evangelico, favoreggiano la superstizione e Tigno* ranza, combattono a nome di Dio la civiltà e rendono, per quanto sta in loro, la religione mallo vadriee agli uomini di servitù e di barbarie . E non scriveva an­cora Il 14 maggio 1831 ad un amico ohe il bazzicare, di Silvio [Pellico] coi gesuiti era effetto di quella debolezza di forze e di oerebro che Silvio dee al suo lungo martirio...? (MASSARI, I, 256).
1 Monsignor Gioachino Pecoi, nunzio a Bruxelles, dopo avere manifestato in una sua lettera a padre Manera del 6 settembre 1845* il suo stupore per gli im­provvisi attacchi contro i gesuiti nel Prolegomeni e dopo avere aggiunto di igno­rare la vera causa ohe aveva mosso il Gioberti a scrivere contro la Compagnia e che i gesuiti del Belgio non potevano avergli fornito il protesto non avendo con essi alunna relazione, aggiunge : Credo che altrettanto debba dirsi di quelli del Piemonte, benché abbia conservato conjr'essi un antico rancore, ritenendo che cooperassero al suo allontanamento dalla patria . [C'imlià cattolica art. cit., Quad. 1501, pag. 67)*.
a Riferendoci ti Sown (// costituto di Vincenzo Gioberti in Il "Risorgimento Italiano *, 1911, 2, 684) che negli interrogatori segreti fatti subirò agli arrestati il nome del Gioberti fu fatto frequentemente come quello di un giovane liberale, di forti studi, di ingegno politico, ma elio nulla potè risultare a suo carico, ag­giunge come l'opinione pubblica vedendo nell'arresto del Gioberti Io zampino dei geeultantt non sbagliasse. E Giovenale Vegeazi Rusoalla, addetto alla legazione Barda per gli affari ostori, scriveva il ;4 giugno 1833 aàÀfcto Ricci (DOSATE, Estratti da un carteggio del 1888 in Rivista storica delRisorg. IlaL 1S07, H, :SM)ì, Sanno arrostato il teologo Gioberti. Svolle un poco ad ottenere l'ade