Rassegna storica del Risorgimento
LABRIOLA ANTONIO ; STORIOGRAFIA
anno
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1956
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310
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Luigi Dal Pane
me la decadenza d'ogni seme ili libertà e di progresso. Al centro si fortifica e si consolida il potere temporale, arma indispensabile al papato per avere l'ubi con si slam se non voleva rimanere uu semplice istrumento del grande inquisitore di Madrid. Clemente Vili già comincia il riawicinamento alia Francia. Dopo finita la libertà di Siena, e chiusasi Lucca nell'assetto di ima repubblica patriziale e conservativa, il principato civile dei Medici con temperato governo dava relativo sfogo all'attività letteraria e scientifica (come si vide più tardi nell'accademia del Cimento) e ai miglioramenti economici della campagna; ma rendeva impossibile ogni risveglio di vita democratica, d'iniziativa popolare, di energia personale. Cominciano a vegetare nell'etichetta e a sviluppare le passioni più basse e crudeli le piccole corti dei piccoli potentati lungo il Po dal Monferrato a Ferrara, che ripigliano nella loro impotenza le vie dell'omaggio e dell'ossequio verso il Sacro Romano Impero, che pareva restaurato. L'Italia diventa paese di pezzenti, di contadini, di gimìlj, di aspettanti la fortuna dal caso. Il fidecommesso rifa qua e là la feudalità quasi esaurita; e come è la base della grande proprietà terriera in Lombardia, mette in balìa del signorotto il contadiname del mezzogiorno. Ambigua è la posizione dei duchi di Savoia, che solo più tardi diventano, come re di Sardegna etc, vera parte attiva della politica nazionale. Venezia era dannata da che si era trovato il capo di Buona Speranza e s'era scoverta l'America. Genova s'era condannata da sé. Comincia l'epoca del capitalismo: le Fiandre, il nord della. Francia e poi l'Inghilterra. Il costume si corrompe (i cicisbei; l'inverecondia; la virtù; la delazione). E tanto più- perchè in popolo di cosi raffinato ingegno non era possibile la soggezione mansueta dei nordici o il fanatismo spagnuolo: la vita diventava finzione. Tutto ciò è accaduto più tardi, nel secolo XVll, ma nella seconda metà del secolo XVI c'era l'avviata. Torquato Tasso è il simbolo psicologico della decadenza.
Ma cosa c'era in fondo a tutto questo ?
Riprendendo una vecchia tesi settecentesca svolta dal Carli al Paguini, il Labriola collegava la decadenza d'Italia alla decadenza del Mediterraneo, come centro dei rapporti economici mondiali.
Ed ecco profilarsi i termini dei rapporti fra la storia del Risorgimento e la storia moderna d'Italia.
Di quanto bisogna retrocedere per farsi un adeguato concetto delle condizioni d'Italia ?
I letterati, che furono per secoli i soli attivi rappresentanti dell'intellettualità italiana nel lungo perìodo della decadenza, non afferrano secondo il Labriola il senso di tale domanda, e cioè non intendono tutte le difficoltà di sociologia storica che essa implica. Data ed ammessa l'unità illusionale di una storia d'Italia attraverso un gran numero di secoli, le cose veramente decisive nelle vicende della civiltà appariscono in una mal composta narrazione come le variazioni e gli accidenti di un tipo immaginario. Come si può per tal via discernere il fatto, p. cs., decisivo; che l'Italia per secoli rimane divisa in due mondi: di qua il ciclo germanoromanico, di là il mondo bizantinoislamitico ? Si vuol forse passar sopra il periodo islamitico della Sicilia, come ad un. fuori della storia; e parrà cosa indifferente che la dinastia ora regnante in Italia discenda dalla feudalità di uno stato di Borgogna ?
Le tracce vere e positive di quella unità di temperamento e d'inclinazioni che costituisce il popolo nel Benso storico della parola, noi non possiamo