Rassegna storica del Risorgimento

PERSIGNY, JEAN GILBERT VICTOR FIALIN DE ; ROMA ; CORLEO SIMONE
anno <1956>   pagina <318>
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UNA POLEMICA SU ROMA CAPITALE
(PERSIGNY-CORLEO)
Il periodo di tempo immediatamente anteriore alla occupazione di Roma è caratterizzato dalla pubblicazione di una notevole serie di scritti, dovuti ad alte personalità del mondo politico italiano e straniero, relativi alla questione romana, al problema di Roma (scritti di La Guéronnière, di M. d'Azeglio ecc.). In questa letteratura concernente un problema allora all'ordine del giorno occupa un posto importante per la soluzione proposta l'opuscolo di Giovanni Gilberto Vittorio di Fialin, duca di Persigny, che sotto Napoleone III occupò cariche altissime, tra le quali quella di mem­bro del Consiglio privato dell'impero e quella di Ministro dell'interno. *)
Il Persigny nella Pasqua del 1865 fu a Roma e la sua venuta diede luogo anzi a varie interpretazioni. Quivi egli scrisse un opuscolo in forma di lettera, che la France politique si affrettò ad annunziare al pubblico, come quello che aveva tutta l'importanza di un avvenimento politico e ne regalò le pri­mizie. L'opuscolo, diretto al Troplong, presidente del Senato francese, venne messo in vendita il 20 maggio pei tipi del Dentu a Parigi. Quasi tutti i gior­nali ne riferirono i tratti più. importanti, anzi la Perseveranza di Milano lo riprodusse per intero.
In esso il Persigny, prendendo a trattare la questione se l'interesse del­l'Italia rendesse necessario fare Roma capitale dell'Italia, non esitava a ri­spondere negativamente. A sostegno della sua tesi, egli faceva rilevare come Roma, sia la pagana, sia la cristiana, non appartenessero all'Italia, ma al­l'universo (p. 16), come pertanto la soddisfazione di datare gli atti del nuovo Stato italiano da Roma non avrebbe compensato il pericolo di avere contro le grandi potenze insieme con il risentimento dei cattolici di tutto il mondo. A questo argomento il Persigny aggiungeva nella sua lettera come il popolo italiano tenesse più che altro a formare una nazione, uno Stato, come una volta questo scopo conseguito, non sarebbe stato disposto per la questione di Roma capitale a porsi in urto contro la Francia, ma a rispettare piuttosto la Convenzione del 15 settembre. Tuttavia il Persigny, osservando come gli Italiani tenessero però a non essere staccati interamente da Roma, proponeva come soluzione della questione romana che i soggetti del Papa siano consi­derati come Italiani, che, anche conservando la loro qualità di cittadini romani, possano servire in Italia, entrare in tutte le carriere civili e militari, circolare liberamente e senza ostacoli di dogana e di polizia come veri Italiani, final­mente che Roma, sotto il governo pontificio, sia come un terreno neutro, un asilo sacro in mezzo alla patria comune, nel quale i due sentimenti, la vene-razione pel Santo Padre e l'amore per l'Italia, si confondano in una aspira­zione comune. A questo patto, se le mie impressioni non m'ingannano strana-
*) Vedi; COHTE B'ESPAONE, MSmoiros du Duo de Persigny* Paria, 1896. Sul Persigny vedi anche: VAPKHEAU, DictUtmiaire univorsel de contemporains, Parie, 1080; Disumano del Risorgimento. Le Persone (voi. IH), p. 847-8 (ma non vi si trova alcuno accenno allo opuscolo-lettera su Roma).