Rassegna storica del Risorgimento
ROSMINI SERBATI ANTONIO ; CAVOUR, GUSTAVO BENSO DI ; GIOBERTI V
anno
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1918
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390
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B90
A. Colombo
Gioberti.1 .Che il GiobeT fosse in relazione a Bruxelles col nunzio Foruari e colTambasciatore sardo Grotti, ritenuti ambedue gesuitanti, risulte fiderò dai carteggi ma tali rapporti erano ridotti a qualche jffiMort: Cortesie ed a cejpte: trattative per ottenere quel rimpatrio di cui il Gioberti era ardentissimo, ma non consta che sia corsa tra loro alcuna discussione politica e tanto meno che potessero esservi tra loro consensi dì idee. Il Gioberti che per mezzo del Santarosa seppe l'appunto mossogli da Camillo di Cavour cosi si difende nella lettera al Santarosa deli5il marzo2 alludendo agli attacchi del marchese Gustavo :
Sono ormai due; iuesi efrè un gentiluomo perseguita del continuo a voce, a peTìiia ed a stampa un suo compatriota onorato, un cele, uno scrittore di persona a lui sconosciuta, che non gli ha fatto alcun male, solo perchè ha combattuto vittoriosamente un sistema eh'egli crede rovinoso per la religione. Lo perseguita eolle maldicenze e colle calunnici entra in lutti i particolari della sua vita privata, e non lascia intatta alcuna parte della sua fama.... Dopo aver denigrata tutta la sua vita, entra ora nelle opinioni, e vuol farlo credere venduto ai Gesuiti. Non contento di assalir M, volta la sua lingua procace e maledica contro lutti coloro che lo difendono. Monsignor Fornari afferma che egli è un prete onorato : gesuita, ttfptttoer stampa Io lettera in cui egli si giustinea contro le calunnie apportategli, e non fa se non adempiere il debito di ogni giornale innanzi alla legge, e di ogni cattolico dinnanzi a Dio: gesuita.... jLàscio giudicare a Lei, signor Cavaliere, ehe stima far si debba di un nobile die non con lento di malmenar me, ora comincia a malmenare le persone onorande che sono dalla mia parte, e cerca di nuocere, nel pub-
sione di Monsignor Fronzoli], finalmente aderì. Il partito dot preti amtìgosmli ohe In Torino sono nuMerosissimi grida ohe sono l gesuiti che lo accusarono perchè combatteva con quel suo meraviglioso ingegno le teorie papati, di uel petetore ordine e non, Tìiól -Greciore ohe ne sia cagione l'esser egli immischiato nelle fne-ende politiche .
Pel cesio lo stesso Qiohartì contesso noi Prolegomeni che dovette il suo esilio alia calunnio gesuitici!?* Scrive difatti ('o/c./otóflw/, 0apoiago. "Cip. Elvetica, 184*5, pag -241:!).: Sonu Intorno a dodici anni che io venni espulso dai Piemonte, mia provincia ria Uva t'unita iasione del mio esilio ftirono certe calunniose imputa-eioni, suggerito Hi gran part(-Ìomcnla.te, avvalorate nel concetto di ohi governava dalla losdono gesuitica la quale dia pia anni laceravaj;umodo non equivoco la mia foma e perseguitava la mia persona'. 1 CtASì ff> .eli., luti. XLT, pagi 1815. -' SùLiUk ./' 'xmàtmpiitih'w*, pgg. tfólfS?