Rassegna storica del Risorgimento
1850 ; CLERO ; MANTOVA ; MOTI 1848
anno
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1956
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329
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LA PARTECIPAZIONE DEL CLERO MANTOVANO Al MOTI RIVOLUZIONARI DEL 1848 E ALLA CONGIURA
DEL 1850
Gli avvenimenti succedutisi nella città e nella provincia durante i moti del 1848 trovarono il clero mantovano consapevolmente sensibile al grande problema dell'indipendenza. Non a caso, avvertiva monsignor Martini nel suo libro Il Confortatorio, fin dal 1846, erano penetrati nel seminario mantovano i libri di Gioberti, le cui dottrine filosofiche e politiche avevano eccitato la curiosità e sollecitato l'amor proprio degli Italiani. Nel moto cittadino del marzo 1848, conclusosi per mancanza di unità d'intenti senza il successo sperato, ebbe parte preminente e singolare il canonico Antonio Strambio della Chiesa Palatina di S. Barbara.
H conato rivoluzionario propagatosi in provincia portò all'eroico sacrificio dell'umile parroco di Castiglione Mantovano, Don. Bertolani, durante la rapida manovra di trasferimento del 48 Reggimento ungherese Arciduca Ernesto da Verona e Mantova, richiamato d'urgenza dal Governatore Gorz-kow'schi preoccupato delle sorti della fortezza.
Nella zona dell'alto e medio Mantovano, abbandonata dall'Austria dopo il passaggio di parte del grosso dell'esercito di Radetzky fuggiasco da Milano verso il Quadrilatero, i parroci si adoperarono alacremente per ridare nella attesa dell'esercito piemontese un nuovo e più ordinato assetto amministrativo. In questo periodo di estrema difficoltà per carenza di una autorità costituita ebbe preminenza assoluta di iniziativa e di volontà il parroco di Sabbioneta, mons. Luigi Tosi, quale autorevole voce del territorio Ubero di Mantova presso il Governo provvisorio di Milano.
L'opera di collaborazione al Governo provvisorio in Bozzolo di questo benemerito prelato fu tutta intesa a migliorare le sorti del territorio che risentiva maggiormente le gravi conseguenze della guerra, specie durante il periodo del blocco di Mantova.
Ma non meno viva ed ardente fu la partecipazione del clero del basso mantovano durante la radunata sulla linea del Po dell'esercito pontificio e dei corpi dei volontari provenienti dai ducati.
In Ostiglia, nella casa parrocchiale, il generale Durando pose per alcuni giorni la sede del suo quartiere generale, ospite del parroco di allora monsignor Luigi Martini) il futuro confortatore dei Martìri di Belfiore.
Della ospitalità ricevuta mantenne vivo il ricordo anche Massimo d'Azeglio, il quale nel rievocare quelle storiche giornate non mancò di apprezzare le doti di mente e di cuore di questo illustre prelato. Nella opposta sponda del Po alla comune causa portava il suo contributo il parroco di Revere, don Bartolomeo Grazioli, il futuro Martire.
Era pertanto fatale che la maggior parto del clero, dopo il doloroso epilogo della prima campagna di indipendenza, mantenesse vivo il desiderio della libertà e della nazionalità, la cui fiamma vivida di speranza era stata accesa