Rassegna storica del Risorgimento
ROSMINI SERBATI ANTONIO ; CAVOUR, GUSTAVO BENSO DI ; GIOBERTI V
anno
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1918
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pagina
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391
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Nuovi ÉacMMnii mila controvwsia rostmnian jféfe; 30J
Meo, alla loro riputazione. Persino quel povero coné Grotti; debba essere un reverendo padre- polene, come ambasciatore sardo, io l'ho veduto alcune volte e mi usò cortesìa, o piiftiostp sonò io un gesuita per questo motivo. Questo procedere è cosi incivile, eod abbiètto, così schifoso, così squisitamente vile, ohe io mi vergognerei d'ora innanzi di rispondere alla menoma accusa del marchese che è per me come il sicario che uccide nella via e come il poltroniere che ingiuria nella piazza. Se discendessi a parlar seco dei personaggi sullodati crederai di mancare al rispetto che loro debbo e di contaminare i loro riveriti nomi. Io non debbo farmi interprete delle loro opinioni che non mi hanno mai manifestate, giacché fra noi non si disse verbo dei Gesuiti; ma ancorché lo sapessi mi guarderei bene di comunicarne notizie al marchese. Il dado dei Gesuiti è probabilmente 11 laccio teso a Lei ed a me nello stesso tempo, ma io non c'incapperò certamente... Quanto a Lei, signor Cavaliere, non entrerò a dirle la mia opinione sui Gesuiti, perchè è espressa in un'opera che si età stampando. La prego però di attestare a tutti i nostri comuni amici di costi che io non ho veduto né parlato con alcun gèsoi-a: j <ggtgj son fuori d'Italia e che non so né meno dove stiano di casa in cpiesfca città... .
Non regge poi di fronte ai documenti conosciuti quella eh; >ft Cavour definisce come prova decisiva della connivenza dei Gesuiti nella campagna contro il Rosmini fondandola sul fatto che VUnwers si decise a pubblicare la risposta del Gioberti solo dopo accordi stretti con un giornale ispirato dai gesuiti.
Notiamo anzitutto che la polemica fu aperta proprio da un àil*-colo pubblicato noli5 U-iùmrs- in difesa delle dottrine giòberliane e contro quelle del Rosmini a cui rispose in senso opposto Gustavo di CavòW' nello stesso giornale cheimparzìalmentegli offri ospitalità. È vero che VUnfàera tardò molti giorni a pubblicare la -risposta giobertiana perchè questa scritta due giorni dopo la pubblicazione dell'articolo cavourianoj cioè il S;L gennaio, non comparve nelT Unimre che tra il 9 ed il 13 febbraio.' ti 9 febbraio difatti, cioè proprio nello stesso giorno in cui Camillo di Cavour scriveva la nostra lettera al Santa Rosa, Il Gioberti scriveva all'amico Baraccov;* io avrei veramente bisogno di "gualche persona di autorità che desse un buon carpicelo all' Èem Questo giornale BÌ governò meco in modo inurbante
ì "y~. in proposito la lettera di Carnuto pavour di Santo Bua pubblicata sopra.
- BEIVEI opi oli 180.