Rassegna storica del Risorgimento

1850 ; CLERO ; MANTOVA ; MOTI 1848
anno <1956>   pagina <332>
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332 Emilio Fario
inerti quelle facoltà che Iddio gli diede per sottrarre sé e i suoi fratelli dai mali della vita e specialmente dalle prepotenze dei tristi: guai a lui se soffoca quella generosa indignazione contro l'ingiustizia che caratterizza la natura umana: egli sarebbe mutilatore di sé.
Questo passo delle memorie contiene la pia alta giustificazione morale della partecipazione del clero lombardo al movimento nazionale.
Ma nella difesa poi del principio unitario, da cui era animato il clero lom­bardo, nella concezione dello Stato italiano, si duole il Martire ebe nella sua generalità il clero non avesse sentito profondamente questo concetto essenziale.
Don Enrico Tazzoli si pose anche il problema del potere temporale del Pontefice: Non io discuterò, afferma, sulla convenienza o meno del re­gime. Ma secondo lo spirito di educazione pubblica del clero veneto è eretico Dante là dove grida: Ahi! Costantm, di quanto mal fu matre... . Non sanno che essi contendendo la libertà di discussione intorno a questo punto mera­mente politico e facendo essi una sola ed inseparabile cosa d'un sovrano e d'un pastore, autorizzano l'errore di coloro che meno rispettano il supremo Gerarca della Chiesa per ciò solo che avversano il Rege di Romagna.
Il clero mantovano si trovò in particolare situazione storica a sentire più fortemente il problema risorgimentale, che intendeva vedere risolto fin dall'origine nella sintesi dei valori morali e religiosi con quelli nazionali.
Queste memorie del capo spirituale della congiura del 1850 riescono quanto mai interessanti, perchè da esse si ritraggono le ragioni ideali per cui numerosi sacerdoti del clero mantovano ebbero a dare con spontaneità e purezza di intenti la loro adesione alla causa nazionale.
E sottolineare l'importanza storica di queste memorie era opportuno, perchè investono quel problema religioso che dovrà trovare, dopo la congiura di Belfiore, più vasti contrasti e il cui esame approfondito è motivo princi­pale di questo congresso.
EMILIO FABIO