Rassegna storica del Risorgimento
VERONA ; COMPAGNIA DI GES? ; MONTANARI CARLO ; GIOBERTI VINCENZ
anno
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1956
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pagina
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333
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UN'INCHIESTA DI CARLO MONTANARI SUI GESUITI DI VERONA PER INCARICO DI VINCENZO GIOBERTI
Fra le lettere sequestrate a don Enrico Tazzoli al momento del suo arresto nel gennaio 1852, e tuttora conservate all'Archivio di Mantova, se ne trovano quattro a lai dirette dall'intimo amico veronese conte Carlo Montanari.
La prima di queste lettere, datata da Verona il 14 gennaio 1847, fu recapitata a Mantova per mezzo di un compiacente intermediario. Dopo oltre 15 giorni dalla spedizione il Montanari, non avendo più ricevuto alcun cenno di riscontro, convinto che il messaggio non fosse giunto a destinazione, inviava al Tazzoli una lettera suppletiva (con la data del 2 febbraio) riassumendo in breve il contenuto della precedente.
Tra l'altro il Montanari, riferendosi alle notizie della lettera ritenuta smarrita, si esprimeva testualmente cosi: Mio carissimo Ti davo le nozioni più esatte sulle domande del Gioberti, che per me potè avere .
Da queste poche parole appare evidente che il Montanari nella lettera del 14 gennaio aveva comunicato al Tazzoli alcune notizie richieste a lui dal Gioberti, tramite il patriota mantovano. Quali potevano essere le notizie richieste dal Gioberti al Montanari verso la fine del 1846 ? La risposta sarebbe facile se l'Epistolario del Gioberti, edito da Giovanni Gentile, contenesse almeno una lettera al Tazzoli o al Montanari; il che però non ci è stato dato di trovare. Fortunatamente la lettera del Montanari, ritenuta smarrita, ci è stata conservata fra gli atti processuali di Mantova, cosicché attraverso la risposta particolareggiata del Montanari si può ricostruire il contenuto della richiesta di Vincenzo Gioberti, che allora tutto preso dalla polemica antigesuitica era desideroso di avere precise informazioni anche sui Gesuiti veronesi.
Come è noto, Vincenzo Gioberti nel 1846 attendeva appassionatamente al completamento del suo lavoro polemico sul Gesuita moderno, edito tra il 1846 e il 1847. Tale lavoro comprendeva tra l'altro una documentazione dei-Fazione gesuitica nelle varie regioni d'Italia. E indubbio che per tale compilazione il Gioberti si sia avvalso, oltre che delle ricerche e interpretazioni personali, anche di tutta una organizzazione di informatori di sua piena fiducia. L'accenno del Montanari nella lettera al Tazzoli può benissimo costituire una prova in proposito.
Già nel TV volume del Gesuita moderno, uscito all'inizio del 1847, il Gioberti riportava in una nota alcune interessanti notizie sulla posizione giuridica dei Gesuiti veronesi nei riguardi delle autorità locali. Tali notizie potrebbero benissimo essere state a lui segnalate dal Tazzoli stesse, se non indirettamente dal Montanari (il che però ci pare poco probabile).
È certo comunque che i Gesuiti di Verona data la singolare importanza della città durante l'occupazione austriaca dovevano particolarmente interessare al Gioberti: da qui il suo probabile desiderio di approfondire le limitate notizie a sua disposizione.
I Gesuiti avevano fatto la loro apparizione nella città di Verona fin dal 1672, organizzando le pubbliche scuole nel convento di S. Sebastiano, dove