Rassegna storica del Risorgimento

VERONA ; COMPAGNIA DI GES? ; MONTANARI CARLO ; GIOBERTI VINCENZ
anno <1956>   pagina <337>
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Un'inchiesta di Carlo Montanari sui Gesuiti, eco, 337
Viceré Ranieri, abbandonavano nascostamente e precipitosamente il con­vento di S. Sebastiano e la stessa città di Verona, dove si sentivano ormai poco sicuri nella loro incoluniità.
Tale contegno assume nel caso specifico un'importanza tutta particolare in quanto ci dimostra ad evidenza che i Gesuiti entro le mura di Verona si sentivano molto meno sicuri degli stessi Austriaci i quali con­vinti che solo conservando Verona avrebbero potuto; riprendere l'Italia seppero destreggiarsi così abilmente (e, se vogliamo, anche mirabilmente) da riuscire in pieno nel loro intento.
In tal modo i Gesuiti, abbandonando la città, dimostrarono che nel marzo 1848 in Verona si sentivano molto meno sicuri i partigiani dell'Au­stria di quanto non si sentissero gli Austriaci stessi.
RAFFAELE FASANARI
DAL CARTEGGIO INEDITO DI CARLO MONTANARI CON ENRICO RAZZOLI
1) Dalla lettera 14 gennaio 1847.
Ho ritardato pure di scriverti dei nostri rugiadosi padri per bene appu­rare alcuni fatti; poco ho da dirti perchè al solo comprovato voglio attenermi.
I. Se si voglia escludere Vinfluenza che hanno sopra quei pochi ma ricchi e fanatici che influirono alla loro venuta, non aumentata sensibilmente è la loro influenza nella Città; non cercano soverchiamente d'interessarsi nelle fami-glie:' prudenti come sono piantano prima sodo fondamento; X'affluenza ai loro confessionali di ricche femmine, la numerosa scolaresca ne è il preludio coli'indulgenza ai peccatucci delle prime, e un certo fascino presso i secondi,, specialmente se a famiglie ricche o nobili appartengano, sono,gli antichi e mede­simi mezzi che adoperano.
Cosa poi meravigliosa l non più. insegnano il latino col mezzo del latino: la Grammatica delle scuole inferiori ha accolto in margfoie una traduzione italiana.
II. Il loro proselitismo è potente a segno che formano una pericolosa concorrenza agli altri ordini religiosi le cui file di poco si aumentano; vengo assicurato che il numero loro nelle due Case di Noviziato e Professa (come ora le chiamano) sorpassa il 72.
III. Collegio propriamente détto per ora non possiedono, sembra però che una delle due case a quest'uso sarà destinata; le due case sono costruite dai fondamenti su ampia base e con l'addentellato per ulteriori ampiamenti. Quella detta del Noviziato, da un'iscrizione postavi nel cortile, fu costruita a spese del Duca di Modena ora felicemente morto, Valtra con la somma di lire 80.000 datagli da questo Comune ed il di pih da offerte di 4 o 6 famiglie protettrici.
IV. Veramente, se si vogliano eccettuare 2 o 3 Legati comparativamente piccoli in confronto della sostanza dei defunti, altri testamenti fino ad ora non furono favorevoli a quella associazione, anzi un fatto deWanno scorso fece molto schiamazzo, die genuino l'espongo. Una vedova di nobile, ma non ricca fami' gtya, ma con numerosi fratelli e nipoti, comparativamente bisognosi, veniva a