Rassegna storica del Risorgimento
CAVOUR, CAMILLO BENSO DI
anno
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1956
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342
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342
Paul Guichonnet
Balbo, cui erodevano in grandissima fede e favore appresso la caria pontificia. Fidavano costoro assaissimo sull'autorità di Andrea Charvaz, di corto nominato arcivescovo di Genova, il quale era stato precettore del Re e tornava allora appunto di Roma. A codesto insigne prelato, molto chiarissimo per eccellenza di dottrina e di costumi, vuoisi soprattutto ascrivere il regolare procedere e il lieto esito die ebbe di poi la crisi ministeriale... . L'auteur note ensuite que le Roi eut deus colloques avec le marquis Cesare Alfieri, président du Sénat, sur la possibilité de résoudre la question du mariage civil et qu'Alfieri, à son tour eut deux autres entretiens avec Mgr Charvaz dal quale in forma ufficiosa e amichevole ricevette comunicazione delle lettere diplomatiche che il cavaliere di Sambuy, anche non dissenziente il Gabinetto, rendeva palesi a tutti coloro ai quali egli bramava offrire schiarimenti e ragguagli particolari sulla missione che compieva in Roma... . Selon Chiala, le Roi convoqua alors Cavour qui refusa de se faire l'interprete d'une politique de condescendance envers le SaintSiège: Tuttavolta, instando più Vivamente il Re, abboccavasi con Monsignor Charvaz.... Le récifc du biographe de Cavour, trop peu cité par les historiens de la vie politique piémontaise, en arri ve alors au iòle décisif joué par l'archevéque de Genes. Il conte di Cavour faceva pertanto a Monsignore queste domande:*)
1) Se nell'ipotesi, ammettibile del resto, che egli, conte di Cavour, fosse stato largo con Roma delle concessioni domandate, la Santa Sede avrebbe, a sua volta, impartito qualche vantaggio al Re di Sardegna;
2) Se, per ritornare a relazioni migliori, era sufficiente che, in luogo del Conte di Cavour, fosse chiamato a comporre un nuovo Gabinetto, un uomo riputato dal paese come sinceramente costituzionale e financo persona riverita per moderazione e sapienza e per non essersi mai trovata in condizioni di nimistà dichiarata colle opinioni clericali, come sarebbe stato, esempligrazia, il marchese Alfieri;
3) Quale sarebbe infine il personaggio che la corte di Roma vedrebbe con piacere indirizzare la somma delle cose in Piemonte. Negativamente rispose il Charvaz alle prime due domande: rispetto alla terza indicò il nome di Cesare Balbo. Allora il Conte di Cavour riferiva l'ottenuta risposta al Re; raffermavagli le proprie ragioni, disapprovanti la inclinazione a fare particolare intelligenza colla Corte di Roma, nella qual via pareva S. M. volesse metter piede, e dopo indicato il nome di Cesare Balbo per quel grave compito, ritraevasi dall'incarico offertogli . Chiala ajoutait que Cavour aurait alors exprimé des réserves sur le choix de Cesare Balbo, peu au courant de l'admi-nistration et déclaró préférer un homme du meme horizon politique, mais mieux rompu aux affaires, cornine le comte de ReveL L'historien ajoutait en nate: È d'uopo sapere che di quo' giorni Monsignor Charvaz, discorrendo col Marchese Alfieri della probabile entrata del Balbo, col quale il presidente attuale del Senato era legato per amicizia antica, nel gabinetto e informandosi del risaltato che avrebbe prodotto in Roma, l'onorando prelato ripete-vagli franco il più era possibile come nomina siffatta sarebbe tornata graditissima al Santo Padre, ma non avrebbe indotto il governo pontificio a maggiore condiscendenza rispetto alle pretensioni del Piemonte. Il cavaliere di
i) p. L-LT.