Rassegna storica del Risorgimento
CAVOUR, CAMILLO BENSO DI
anno
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1956
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pagina
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346
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LIBRI E PERIODICI
GIORGIO VACCARINO, I patrioti unnrchist.es e Videa dell'unità italiana (1796-1799) (Sludi e ricerche, 3) ; Torino, Einaudi, 1955, in 8, pp. 261. L. 1500.
.CABLO ZACHI, Bonaparte e il Direttorio dopo Campo forni io: il probtema italiano nella diplomazia, europea: Mfcl798i Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 1956, in 8<, pp. xvi4U. L. 2d00.
MARINO BERENCO, La società veneta alla fine del Settecento. Ricerche storiche: Firenze, Sansoni, 1956, in 8, pp. 360. L. 3000.
TI rinnovato fervore degli studi sul triennio rivoluzionario, recentemente Segnalato con sicura conoscenza da Renzo De Felice (Società, anno XI, n. 3, giugno 1955), ci offre con queste opere del Vaccarino e dello Zughi due dei suoi prodotti migliori.
Dedicate, la prima, all'evoluzione del pensiero politico rispetto alla formazione dell'idea unitaria, Pulirà, alla posizione del problema italiano nell'attività diplomatica europea, si integrano reciprocamente, contribuendo al completamento di quel quadro delle vicende del triennio giacobino, la cui trama si viene lentamente svelando. Si prepara così il terreno a quella più ampia storia politica della rivoluzione italiana, che è ancora da scrivere.
Munito dei canoni del più agguerrito storicismo e, al tempo stesso, forte; dì una salda preparazione filologica, Giorgio Vaccarino ha ripreso le fila della ricerca dell'idea dell'unità italiana, ricerca che, se rappresenta uno dei temi obbligati della storiografia risorgimentale, costituisce altresì un motivo essenziale della storia del pensiero politico italiano. In polemica con le tesi tradizionali della storiografia nazionalista, il Vaccarino afferma in modo del tutto convincente l'origine repubblicana dell'idea unitaria. Ai motivi ed alle istanze che il Solmi (L'idea dell'unità italiana nell'età napoleonica, Modena, 1934) e il Rota (Il problema italiano dal 1700 al IBIS; Videa unitaria, Milano, 1941) affermavano rappresentare nel pensiero settecentesco le testimonianze di una diversa origine storica di quella, idea, egli obietta il loro carattere estremamente particolare e la mancanza in esse di quella concreta apertura politica che, sola, potrebbe giustificarne la validità e l'efficacia ai fini di una dimostrazione storiografica dell'assunto nazionalista. Che, infatti, l'appello del Radicati di Passerino a Carlo di Borbone o l'apologia dell'esercito piemontese fatta da Pietro Giannone, o, ancora, le parecchie testi-tnonianze di una idea nazionale italiana, por avendo altissima rilevanza ai fini della storia etico-politica e culturale, non si discostano troppo da certe situazioni particolari di carattere diplomatico o da certe manifestazioni intellettuali che non permettono di trarre conclusioni storicamente valide circa il concreto affermarsi di un'idea dell'unità italiana. Questa, al contrario, emerge e si afferma sul terreno storico-politico durante il periodo rivoluzionario ad opera delle correnti giacobine tendenzialmente legate a soluzioni democratiche e costituzionali. Il motivo sul quale tanto si era soffermata la storiografia nazionalista, della concezione di una lega italica lid Uso dell'espansionismo dei Savoia da parte di taluni esponenti della cultura settecentesca, è visto dal Vaccarino come il più tipico esempio di quello istanze di conservazione dello condizioni prcrisorghnentali del paese, esempio che riceve clamorosa conferma nell'evoluzione del pensiero politico del conte Galiani Napione, il maggiore fautore, forse, di questa linea di condotto politica. Il suo passaggio dall'idea di una lega di Stati a quella di una confederazione, in netta antitesi con quanto venivano parallelamente proponendo gli unitari come Matteo