Rassegna storica del Risorgimento

CAVOUR, CAMILLO BENSO DI
anno <1956>   pagina <359>
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Libri e periodici 359
schierò contro il progetto di un'unione federale italiana, proposto al Congresso di Vienna dall'Austria, la quale, in forza del possesso del Lombardo-Veneto, avrebbe avuto una posizione chiave.
Il nostro A,, bisogna riconoscere, è abbastanza equanime nel giudicare il Consalvi, di cui mette in risalto di volta in volta, ma senza eccedere, gl'indubbi ineriti di abilissimo statista (si tenga presente che il volume è uscito, da noi, nelle edizioni Paoline); ma non possiamo assolutamente convenire con lui quando asserisce che anche il Mettermeli aveva buoni motivi per metterlo in guardia di fronte ai moti liberali ; tant'è vero (son sue parole) che la sua poli* tica lungimirante parve dargli ragione tre decenni più tardi . Nessun ben pen­sante può negare la magnifica accortezza del Segretario di Stato della Santa Sede nella sua azione restauratrice diplomatica e canonica, cui egli attese con volontà indomita tra passioni e odi e intralci infiniti; ma il certo è che, avendola separata dallo spirito del tempo, egli cooperò alla scissione tra mondo laico e mondo eccle­siastico e preparò la vìa, senza avvedersene, alla immota disciplina e al centralismo della Chiesa cattolica. MARINO CIUAVECNÀ
Gen. UMBERTO BROCCOLI, Cronache militari e marittime del golfo di Napoli e delle isole Pontine durante il decennio francese (1806-15) ; Roma, Ministero della Difesa, 1953, in 8, pp. 368. L. 1600.
In questo magnifico volume, ricco di ben 53 nitidissime riproduzioni di pagine documentarie, di proclami, di ordini militari, di stampe dell'epoca esistenti nei principali musei storici di Napoli e di Palermo, sono esposti, con carattere per Io più. episodico, i minuti avvenimenti che si svolsero prevalentemente nel golfo partenopeo, nelle maggori isole Pontine e nei golfi limitrofi nel torbido periodò compreso tra l'occupazione del Regno da parte dei Francesi e la fucilazione di Gioacchino Murat e che si estesero, occasionalmente, alle coste del Cilento, della Lucania e della Calabria, L'ampia narrazione, se così possiam chiamarla, perchè 1 fatti non son sempre incastonati (io confessa l'A. stesso) in una collana armo­nicamente costruita, è peraltro (e qui sovrattutto sta il merito della pubblicazione) solidamente appoggiata su preziose fonti dirette: quali, ad esempio, le copie di documenti, gli stralci, i riassunti, gli appunti che il generale Broccoli molti anni fa aveva tratti, per caso, dalla sezione militare dell'Archivio di Stato in Napoli, ora distrutta in seguito ad un bombardamento aereo del 1943; il carteggio Afan de Rivera, di proprietà dell'A., di 74 documenti del 1808-09, di particolare inte­resse specialmente per la spedizione del principe di Canosa al castello d'Ischia ; i documenti degli eredi Pezza relativi a Fra Diavolo, ai fratelli .e ai nipoti; e tre manoscritti del Collctta intorno alla conquista di Capri, manoscritti di gran valore che si credevano perduti e che FA. è riuscito a ritrovare.
Son note, almeno nelle linee essenziali, le vicende (qui son rievocate con abbondanza, direi quasi eccessiva, di notizie) che diedero origine alla presenza contemporanea di due potenze straniere nel golfo napoletano, ciascuna intesa a dissimulare l'egoismo del proprio tornaconto. Alla vigilia della campagna del 1805 la corte di Napoli si trovò ad aver stipulato due trattali in aperto contrasto tra di loro (la causa di cosi ambigua condotta politica si ha da cercare proba* bilmente nelle pressioni dell'abile diplomazia inglese, intesa a creare ovunque Imbarazzi): uno, di alleanza con la Russia e per essa con l'Austria e l'Inghilterra; ed uno, di benevola neutralità con la Francia. Ratificati il 9 ottobre di quell'anno i patti con la Francia, l'esercito francese abbandonava il Regno; ma il 26 delio stesso mese venivano egualmente ratificati i patti con la coalizione, sicché il 19 di novembre sbarcava a Napoli il contingente anglo-russo destinato a cooperare