Rassegna storica del Risorgimento
CAVOUR, CAMILLO BENSO DI
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1956
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pagina
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362
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362 Libri 6 periodici
ella rimase nella capitole sino a poro prilliti che essi vi entrassero, sperando di vìncere lu partila con lo spionaggio e la guerriglia. E a Palermo ideò un vasto prò* gramma, messo in opera dai partigiani e con i sussidi finanziari degli Inglesi, organizzando bande di galeotti e di fuorusciti per mantenere in continuo orgasmo* nell'isolu, la popolazione e per paralizzare il traffico interno e marittimo.
1 suoi favoriti, il colonnello Castrone e il capitano Costa, non sapevano né friggere nò scrivere; ma nella cabala politica e nello spionaggio superavano i più celebri bricconi. Costretta a lasciare Pitali a, non si perdette d'animo: o Costantinopoli, ad Odessa, in Polonia, a Vienna, ultima meta del suo viaggio faticoso, difese ostinatamente la corona borbonica. La morte, che la colpì improvvisamente 1*8 settembre 1814, nella stessa camera ove era nata, nel castello di Hótzendorf, sessantadue anni prima, non le permise di rivedere il paese per la cui indipendenza da altre potenze aveva tanto lottato.
Completano la fatica il il inclitissima del generale Broccoli lu raccolta, in appendice, di 29 copie di documenti inediti a comprova del testo e l'indice delle fonti dirette e indirette, di tutte le località in cui si svolsero fatti d'arme descritti o accennati nel volume, di tutte le persone in esso ricordate, 8éi (Corpi.1: militari e delle navi che parteciparono al decennale conflitto. MARINO CIRAVEGNA
ALTENIEUO DEGLI AZZONI AVOCABRO, 1796-1803. Vita privata e pubblica nelle Provincie venete da memorie e documenti inediti ; Treviso, Libreria Editrice Canova, 1954, in 4, pp. XTV-284. L. 5000.
C'è una lacuna nella storia del Risorgimento veneto die, prima o poi, dovrà essere colmata. Si tratta della prima dominazione austriaca che non ha costituito ancora oggetto di una monografìa.
Già in occasione del XXXIV Congresso di Storia del Risorgimento, tenutosi Tanno scorso a Venezia, il locale Archivio di Stato ha allestito una mostra che comprendeva anche documenti del suddetto periodo (v. catalogo: Albori del Risorgimento a Venezia ì. E se la funzione delle mostre d'Archivio .è: proprio quella di stimolare determinate ricerche, sarà da attendersi ora un maggiore interesse per un quinquennio di storia in gran parte inesplorata.
Ma non sempre gli Archivi di Stato riescono ad appagare le esigenze dello studioso, giustamente restio a svolgere in termini storici tanto i fatti, anche salienti, dell'ordinaria amntinistrazione, quanto quelli che possono emergere dalle discutibili confessioni dei processi politici. Per tutto questo, gli Archivi privati costituiscono un valido ausilio per chi non intenda porre dei limiti, alla propria indagine.
In questo senso l'opera di Alternerò Avogadro, che è appunto condotta su documenti dell'archivio di famiglia, va incontro allo storico che intenda penetrare la vita pubblica e privata nelle provineie venete, senza residui e senza rimorsi. L'Avogadro, appassionato ordinatore di memorie storiche, non fa opera apologetica e, se qualche volta giustifica l'operato di qualche personaggio suo antenato, lo fa spassionatamente, ricorrendo alla morale dei tempi, contro le anacronistiche pretese di qualche contemporaneo.
La sua monografìa si divìde in 18 capitoli e comprende 8 lunghe appendici Si documenti. Impossibile una ricostruzione'; sintetica di tutta l'opera che presenta i caratteri di una piccola enciclopedia storica locale. La rendono tale la lussuosa edizione, un accuratissimo Indice delle persone e delle località, oltre alle meravigliose e rare illustrazioni in numero di 118. Si tratta quindi di una miniera di buone informazioni, anche Se queste riflettono in modo particolare l'operato degl antenati dell'autore. Quello che manca è una vera e propria mediazione