Rassegna storica del Risorgimento

CAVOUR, CAMILLO BENSO DI
anno <1956>   pagina <366>
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366 Libri e periodici
Rimarchevole, ancora, tra altro, è il giudizio, che, con sicurezza d'intuito storico, dà il Salvatorelli degli atteggiamenti dèi cattolici Liberali in Francia tra il 1840 e il 1850, e in particolare del Montalcmbcrt. La cui tattica Ira, secondo l'A., del tutto errata (negli ultimi anni della sua vita s'accorse però di avere sbagliato strada), perchè, sì, egli combattè strenuamente* e nella rivista, da lui diretta, Correspondant e nei suoi ardenti discorsi politici, per la libertà della Chiesa, con l'intento di conciliare il cattolicesimo con il mondo civile, ma non vide i problemi dei rapporti tra il clero e i laici, tra l'episcopato o le chiese locali e il papato; e se ne ebbe per risultato un rafforzamento dell'ultramontanesimo, sicché la società cattolica sempre più si identificò con la Curia romana.
Si è fatto appunto al FA. di aver quasi totalmente trascurato di far parola delle nuove tendenze dei partiti cattolici negli ultimi anni più vicini a no? e, specialmente, della nuova fisionomia assunta dall'vAzione Cattolica: ma io penso che lo studio, sia pure schematico, di argomenti cosi complessi e cosi suscettibili di discordanti pareri l'avrebbe portato assai al di là dei limiti ch'egli si è prefisso per la sua concisa monografìa. D'altra parte se ne è di già occupato ampiamente in alcuni manuali (ad esempio: La politica della Santa Sede dopo la guerra e La Chiesa e il Mondo) ma, particolarmente, in vari schizzi com­parsi su riviste (come Ricerche religiose e II ponte). Poiché l'occasione lui è porta, Voglio qui ricordare che, in una recensione abbastanza recente (La Nuova Stampa, n. 171 del 1955) dell'opera della Spadolini: L'opposizione cat­tolica, il Salvatorelli esprime due affermazioni che mi paion degne di speciale considerazione: anzitutto, che l'attivismo clericale non incontrò quell'aggressione sistematica, per opera del governo italiano, di cui si insiste nelle polemiche clericali e, secondariamente, che non venne mai meno, neanche nei momenti più rigidi delle organizzazioni di masse, l'efficacia della corrente cattolico-liberale. Son due motivi che, per la verità storica, abbisognano ancora di obbiettive escavazioni. Quanto al primo, e il Candeloro e il De Rosa e, con molta maggior copia di documentazione, lo Spadolini hanno messo in luce la violenza demagogica, almeno nello spirito, del clericalismo italiano, negli ultimi quarantanni del secolo, contro il liberalismo, il razionalismo e la rivoluzione; ma il sovversivismo, diciamolo così, clericale in realtà fu assai più largo e più tenace che non si creda. Non basta attenersi alle pubblicazioni più comuni dell'epoca o a documenti ufficiali o ai discorsi pronunciaci con livore nei vari Congressi; convien ricorrere agli opuscoli e ai giornali mcn noti (tra questi, mi piace accennare ai torinesi L'Armo­nia, La Campana, lo Smascheratore, destinato al popolo minuto), nei quali le invettive, le lordure, gl'insulti più atroci contro tutto e contro tutti (non sono risparmiati ne Vittorio Emanuele né Mazzini né Garibaldi e neanco, persino, il Lambruschini) vanno al di là di ogni convenienza, cosa tanto più riprovevole se si pensa che la lotta era ingaggiata in nome della fede cristiana. Quanto al lavorìo sotterraneo, ma assiduo, costante e vigile, compiuto dalla corrente mode­rate il campo d'indagine, tutt'altro che agevole, è ancora in gran parte nuovo: le ricerche dovranno svolgersi soprattutto nei centri 'minori, dove più tradizionale fu il Liberalismo cattolico (ad esempio, nel Bergamasco e nel Bresciano).
ai dovrebbe ancora, a mio parere, dare attento esame ad un equivoco della propaganda cattolica,- su cui offre qualche notizia, ma con altri intendimenti, il Uniformiti nel suo ottimo saggio sul Socialismo risorgimentale : cioè, che mentre nei testi del primo cristianesimo, dagli Atti degli Apostoli a S. Lattanzio, a San Bernardo, a San Giovanni Crisostomo, a Sant'Ambrogio, si predica la comunanza dei beni e il dovere dei ricchi fcdi non arrogacene più. degli altri secondo il comandamento divino , nel secolo XIX si insiste, persino nelle encicliche e nei messaggi sociali, sull'innaturali tè della comunanza dei beni privati, sull'invio! ahi-