Rassegna storica del Risorgimento
CAVOUR, CAMILLO BENSO DI
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1956
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pagina
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367
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hibH G periodici
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lilà del diritto IMI urtili! della proprietà e ai inveisce contro i doli ri nari del collcttivismo e contro i comunisti in genere non solo perchè nomici della religione e fautori dell'immoralità ma ancora, sia pure velatamente, perchè essi, negando la proprietà terriera, venivano a colpire di conseguenza il potere temporale.
MARINO CIRAVECNA
MARINO PARENTI, Ottocènto questo sconosciuto; Firenze, Sansoni, 1954, in 8, pp. 414, ili. 20. L. 2000.
Marino Parenti ha un dono singolare: frugando di continuo negli archivi e nei carteggi (è la sua grande passione), nel raccogliere inediti preziosi, che- son la delizia dei bibliofili e degli eruditi, sa scovare le ombre più segrete che aprono, spesso, spiragli impensati di luce. E ogni cosa egli ravviva con U suo stile toscanamente limpido e arguto, con il suo pìglio affettuoso, con il suo occhio sensibile di poeto, sì che avvince e allieta anche il lettore più svagato. Questo ampio volume, ad esempio, benché composto di saggi sparsi, già apparsi su riviste o quotidiani, per altro non a tutti facilmente accessibili, inquadrato com'è ora in un'armonica architettura interessa assai di più di un fascinoso romanzo perdio, attraverso documenti tra i più inesplorati, notazioni rare d'ambiente, aneddoti ignorati, curiosi e gustosi, ci offre un panorama palpitante e colorito della cultura, del sentimento e del costume di un mondo e di un'età non molto lontani da noi, ma che non ancora hanno esaurito tutti i loro aspetti positivi.
È tutta una galleria di ritratti che ci sfila davanti, spesso con nuovi tocchi sorprendenti, dagli scrittori più popolari del secolo (Manzoni, d'Azeglio. De Amicis, Serao, Gioberti) alla pleiade di editori, grandi e mediocri, austeri e bizzarri, dall'esistenza scapigliata e angolosa, i quali tutti però s'industriarono, sia pure in vario modo, per contribuire alla diffusione del sapere, ma talvolta con sforzi di volontà eroici. Basti qui riportare il nome di Pietro Fraticelli che, nato da padre ciabattino, da semplice correttore di bozze divenne proprietario di una famosa stamperia, trovando sempre il tempo, pur tra difficoltà di ogni specie, di continuare gli studi diletti sì da meritarsi, nel 1859, un seggio nell'Accademia della Crusca.
E vi son, nel libro, pagine commoventi, sia che richiamino gli echi spenti di dolorose vicende d'amore (celebre, per esser divenuta nota in tutta la penisola, quella che ispirò il patetico poemetto del Prati, YErmengarda, che tante lagrime fece versare alle, diffusissime allora, anime romantiche); sia che narrino di vite stroncate sul fior della giovinezza dalle abitudini torbide e desolate. Si sofferma VA* in particolare su una di esse, la cui fine fu tra le più pietose: Iginio Ugo Tarchetti, poeta or del tutto dimenticato, ma che fu letto ai suoi dì con ealdo fervore. Dominato da una tristezza cupa e impenetrabile, vagante solitario per le strade tumultuose, frequentatore assiduo delle tombe in colloqui confi' deliziali con l'ai di là, a vent'anni, dopo breve malattia, spirò tra ossessionanti ricordi e incubi terribili e convulsi deliri.
La maggior parte del volume è dedicato al Manzoni, attorno cui il Parenti ha molto lavorato e con ottimi frutti. Non abbiamo qui sia detto subito, né grandi rivelazioni nò sconosciute rilevanti confessioni del grande lombardo, tanto difficili a strappare alla sua anima cosi riservata; ma con le sue amorose ricerche l'A. è riuscito a imprimere su quei volto pensoso qualche nuovo riflesso. Timido lo scrittore fu fin da bambino:; '.è n'è prova il fatto, messo in rilievo dal Parenti,, che nel collegio di Mcrate, ove entrò ancor piccolo, con gran pianto durato più giorni per la lontananza dalla madre, si trovò presto in balla di una combriccola di limimelii che gliene combinarono di tutti i colori, sicché egli ebbe sempre un sacro terrore non solo di loro, ma por di quelli che si erano assunti il compito