Rassegna storica del Risorgimento

CAVOUR, CAMILLO BENSO DI
anno <1956>   pagina <377>
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Libri e periodici 377
C'è indubbiamente in lutti questi vari, e contrastanti a volte, atteggiamenti) un insieme di tendenze, di aspirazioni, di conflitti interni non facilmente districabile; motivi illuministici, astrattamente razionalistici, misti a una romantica insoffe­renza per il mondo circostante, un pessimismo radicale che investe e travolge a volte la stessa fiducia nel verbo mazziniano per l'incapacità dell'umanità di attuare alcunché di puro e di grande, e insieme un ottimismo quasi messianico sulla grande inevitabile rivoluzione ri generatrice dell'umanità. Qualcosa che, però, rimane costante nel Modena c'è, ed è la continua mai spenta aspirazione alla libertà, una libertà, come mi pare del resto sia in quasi tutti i mazziniani, che ha molto dell'anarchismo libertario dell'Alfieri, Questo spiega l'incapacità di inten­dere la positività del regime costituzionale piemontese, di apprezzare la libertà storicamente possibile distinguendola dall'ideale di libertà, che vive in ogni uomo ed è il lievito del suo stesso operare.
Proprio questo amore per la libertà, fa intendere al Modena una verità che certo pochissimi dei suoi contemporanei avvertivano, la possibilità, cioè, di sfrat­tare il principio di nazionalità a fini reazionari. Stavolta il despotismo scrive il 30 settembre 1860 si ritempra nel fanatismo delle nazionalità. Son i popoli stessi che ribattezzano, cresimano e sacrano i re, i nemici nati della libertà; d'onde sorgerà una nuova santa alleanza di despoti più della vecchia saldamente e durevolmente costituita, perchè porterà la maschera dell'alleanza delle nazioni*. E ancora, questa volta contro i fanatismi nazionalistici: Le nazionalità nostre sono forse una assurdità meno assurda delle coste indiane? (p. 426).
Ma le delusioni di Gustavo Modena non riguardavano solo il mondo della politica: anche l'arte decadeva. Il popolo non ha più il senso del bello arti-stico, non ne fa più il suo piacere: domanda sollazzi sciocchi per ammazzare la noia . L'Italia è ridotta la Beozia d'Europa per colpa dei Municipi, che hanno le mani nelle tasche del popolo e spendono il pubblico danaro per dare spettacoli alle ignorantissime loro signorie municipali, non per istruire il popolo (p. 249). e per colpa di coloro, i più, che onorano, anziché l'arte drammatica, la divinità delle gambe e dei trilli (p. 62).
Sotto la satira del mondo contemporaneo, sotto un periodare vivacissimo e pieno di immagini, rotto spesso da espressioni di un realismo, che fa pensare talvolta al Giusti, ci sono in Gustavo Modena una personalità ed un carattere eccezionalmente forti. Quell'aspirazione alla libertà di cui parlavamo prima, diventò in lui norma di vita morale che lo guidava nelle vicende della vita di tutti i giorni. Perciò rifiata di entrare a far parte della Compagnia Reale Sarda, quando nel 1849 vive esule in Piemonte e le sue condizioni finanziarie sono oltre­modo precarie, perciò rifiuta di compiere un giro di recite assai lucrose in Lom­bardia prima del '59, perciò non accetta la nomina a professore di declamazione teatrale da parte del Governo provvisorio toscano il 20 maggio 1860. Rifinti tutti, si badi, che non ebbero mai del melodrammatico, ma furono soltanto semplici e dignitosi, propri di un uomo che, per la sua serietà interiore, odiava le parole grosse, dietro le quali vedeva, e non a torto, la retorica e la malafede, allo stesso modo di come, nel campo professionale, diffidava delle tragedie farse gonfiate, messe sui trampoli, ma sempre celie... come la vita; che le si dà tanta importanza, ed è una commedia! . GIUSEPPE TALAMO
LIBERO BENEDETTI, Pietro Fortunato Calvi e il Risorgimento italiano (edizione riveduta da G. Fabiani, a cura della Cassa di risparmio di Verona, Vicenza e Belluno, con 32 illustrazioni); Verona, Valdonega, 1955, in 8", pp. 215. S. p.
Le celebrazioni tenute Io scorso anno a Mantova, u Noale, a Venezia a ricordo e commemorazione del Calvi, se hanno giovato a ricordare la figura del patriota non hanno però portato alla pubblicazione di una vera biografia del Calvi, cioè