Rassegna storica del Risorgimento
CAVOUR, CAMILLO BENSO DI
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1956
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400
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400 Notiziario
e germanico, e al raggiungimento di uno slabile assetto .europeo dopo una lunga crisi; Tcta dell'apogeo politico od economico dell'Europa, del cui mine dell'espansione coloniale, dell'intensificarsi dello sviluppo demografico del vecchio conti* nenie-, del progresso vertiginoso della scienza e della tecnica; e insieme l'età che vede il nascere e il primo affermarsi del socialismo. Sul piano spirituale poi, questo periodo presentava già alla coscienza dei contemporanei una fisionomia tutta sua: pareva, specie nelle manifestazioni più esterne, che la seconda metà dell'Ottocento avesse deliberatamente voltato le spalle alla prima metà. Tuttavia la peculiarità delle caratteristiche non era bastato, nei primi lustri del secolo XX, a far entrare gli anni successivi al 1870 (e in particolare al congresso di Berlino) nel dominio di quella che l'opinione comune riguardava come vera storiografia. Per quanto concerne la storia d'Italia, negli ambienti accademici si era inclini a ritenere che non vi fosse ancora una visione sufficientemente prospettica per ricostruire l'età umbertina. Per carenza di interessi scientifici (che era poi carenza di interessi etico-politici) gli stessi risorgi meni isti varcavano di rado l'anno della presa di Roma. I problemi storiografici, allora, erano diversi; non si sentiva il bisogno di approfondire le vicende del nuovo Stato unitario all'indomani della sua formazione.
Poi, con la crisi della prima guerra mondiale, col mutarsi dello spirito pubblico italiano ed europeo, con l'affacciarsi di nuovi grossi problemi etici, politici e sociali, quegli avvenimenti dell'ultimo Ottocento cominciarono a divenire con-temporanei al nostro spirilo ; ed ebbe inizio il loro ripensamento. Le opere del Croce e del Volpe sono le più note in un vasto fiorire di saggi di varia ampiézza e disparato valore. Il processo fu avvalorato negli anni e per opera della seconda guerra mondiale e del secondo dopoguerra. Al bisogno di chiarire le origini e le ragioni remote della lunga crisi 1915-1945 si aggiungevano ora parecchi elementi favorevoli all'approfondimento storiografico della prima fase della nostra vita unitaria. Tra essi, tre di gran peso: la caduta della monarchia (che da una parte chiudeva un ciclo, dall'altra sbarazzava il campo da preoccupazioni apologetiche), l'affiorare di un nuovo mondo spirituale distante da quello ottocentesco assai più di quanto non lo fossero le posizioni intellettuali ed etiche del 1919-1939 (il che favoriva la visione prospettica del passato), l'accessibilità di nuove fonti d'archivio prima precluse. Di qui il moltiplicarsi di iniziative volte a promuovere e coordinare le pubblicazioni delle fonti; e, parallelamente, l'infittirsi di monografie, saggi, articoli e contributi scientifici sugli eventi intermedi tra il 1870 e il 1914, con particolare riguardo all'ultimo terzo del secolo XIX.
Le relazioni al Convegno di Massa, e i dibattiti che le hanno seguite, hanno confermato l'alto grado di depurazione cui e pervenuta l'interpretazione di fatti e di personaggi dei quali i nostri padri avevano sentito parlare in termini di polemica politica. Gran parte della carica passionale di cui erano provvisti certi ricordi si è esaurito, o è in via di esaurimento; altri avvenimenti, deposti i paludamenti aulici da cui erano drappeggiati, appaiono nelle loro reali dimensioni, con lineamenti non più alterati dalla propaganda, dall'agiografia, dal convenzionalismo oleografico.
D altra porte, si è con eguale chiarezza avvertito come, tra i vari fattori che rendono oggi contemporanea l'epoca umbertina alla nostra coscienza, e che uè condizionano quindi il ripensamento, vi sia anche il fatto che certi valori di quel tempo sono ancor vivi, in formo più o mono latente, nel nostro tempo-li perdurare di questi valori, spedo quando sono tru loro divergenti, porta con se differenza di valutazioni, di interpretazioni, di giudizi; valutazioni interpretazioni giudìzi già impliciti noi canoni metodologici con cui ciascuno affronta lo studio di quell'età. Un fattore non secondario d'interesse del Convegno è consistito, appunto, nella diasimiglianza delle premesse metodologiche noi rei a-