Rassegna storica del Risorgimento

CAVOUR, CAMILLO BENSO DI
anno <1956>   pagina <403>
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Notiziario
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eonte una conseguenza dell'agitazione, dei socialisti italiani. Alla Federazione italiana dell'Internazionale, costituitasi nel 1872, si può, invece, attribuire larga partecipazione nello sviluppo del movimento operaio nostrano, che nacque spon­taneamente, ma nel quale gl'internazionalisti italiani presero tosto a militare attivamente e a fungere da forza di propulsione. L'avvento al potere della Sinistra costituzionale (1876) apre nuove prospettive al movimento operaio socialista. Fin dal luglio 1876, non appena sono stati assolti (per effetto del nuovo clima) Andrea Costa e i suoi compagni del tentativo insurrezionale internazionalista di Bologna, la Federazione italiana dell'Internazionale, nonostante la sua ideologia sia quella dell'anarchismo rivoluzionarlo, ai propone di scendere apertamente nell'arena politica. I buoni propositi sono, peci, frustati dal permanere del reazionarismo nella politica interna. Le autorità continuano a considerare il movimento operaio, tutte le volte che. non si limita a chiedere, ma si mette a combattere, come sov­versivo*; i procuratori del re considerano l'Internazionale come associazione di malfattori. La reazione governativa contribuisce al perpetuarsi dell'anarchismo rivoluzionario nel movimento socialista; tuttavia il superamento delle posizioni anarchiche con quelle di un socialismo politico, elezionista, democratico ancorché recisamente classista, in tulli i paesi europei, non può non ripercuotersi anche in Italia: il travaglio dura un decennio, e mette capo alla formazione del par-tìto socialista italiano (1812). Possono considerarsi premesse della formazione e del successo di questo partito: lo sviluppo industriale, la crisi agricola e il conseguente peggioramento della situazione dei contadini, la presa di consape­volezza da parte dell'opinione pubblica della triste realtà della miseria italiana attraverso le grandi inchieste, la legislazione sociale che ne è venuta Ma le premesse obbiettive non sarebbero bastate a far nascere e ad assicurare il successo del partito socialista, se non si fosse creato un movimento di idee o ideologie in suo favore. Queste, in Italia, furono due: il positivismo scientifico ed evolu­zionista, ed il marxismo, introdotto dal Labriola.
I primi anni di vita del partito socialista sono turbati di dure repressioni governative, che si rivelano, però, inutili. Quando, nel 1899-1900, i democratici costituzionali si affiancano alla lotta dei socialisti, dei radicali e dei repubblicani per il ristabilimento, la tutela, l'allargamento delle libertà politiche e sindacali del movimento operaio, questi vede aprirglisi le porte di un largo progresso, parallelo (per inter-azione reciproca) allo sviluppo economico dell'Italia in quegli anni. Ma il decennio 1890-1900, in cui si opera la rottura tra movimento prole­tario socialista e classe dirigente e tradizione liberale, peserà negativamente anche in seguito: neanche la politica di Giolitti riuscirà a colmare la frattura, che più tardi si rivelerà fatale ad entrambe le forze
Sulla relazione Valiani hanno preso la parola Franco Venturi, Georges Dethan, Sergio Canterani, Ernesto Sostati. Particolarmente acuto l'intervento del Venturi. che, esprimendo il suo consenso, ha sottolineato i pregi dello relazione: l'aver tenuto presente sempre l'interdipendenza tra movimento socialista italiano e movi* mento socialista europeo; la visione non dottrinaria dei fatti (dottrinaria nel senso della fedeltà alle formule: credere alla virtù taumaturgica delle formule politiche giuste); infine il fatto metodologicamente rilevante che, nel racconto del Valiani, il rapporto tra economia e ideologia non è meccanico, non è preco­stituito, ma scaturisce dalla realtà. Il Scstan si è soffermato sull'anarchismo, interpretato come gesto di ribellione di eredità romantico.
Accanto al IV opposizione socialista, IV opposizione cattolica fu l'altro grosso problema interno dei governi di Umberto l; e Bono entrambi grosso pro­blema storico dei nostri anni, poiché li sta il germe delle forze etico-politiche die paiono oggi destinate a dominare la nostra vita nazionale.
Dell'opposizione cattolica ha parlato da par suo Spadolini. Della sua rela­zione interessa qui non tanto riassumere il contenuto, quanto le conclusioni, che