Rassegna storica del Risorgimento

GAZZOLA BONAVENTURA
anno <1956>   pagina <417>
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Profilo di uno zelante : mons. Bonaventura Cazzala 417
primo momento, quando accolse a Cervia Pio VII, che tornava dalla Francia: Io non ho taciuto mai, scrive con orgoglio il 30 settembre 1820, a Nostro Signore, ciò che era necessario, che egli sapesse; e nelle mie pastorali del 1816, 1818, 1819, ho dette e stampate gran cose. Ma a che prò ? Dio ha messa la benda agli occhi, perchè non vegga la lor mina, e con la loro quella dei sud­diti. Iddio solo può rischiarare queste tenebre che avvolgono e confondono ogni cosa: Esso solo può illuminare his qui in tenebrìs sunt et sedent in umbra mortis, di quella morte, poi, che loro àn preparata quei medesimi, che cotanto accarezzano, favoriscono, arricchiscono (26 dicembre 1821). Quanto a lui, avendo alla fine sperimentato l'inutilità di parlare e scrivere sul male anda­mento, sulle cose che anno scandalizzato non solo li buoni cattolici, ma perfino gli eterodossi, quantunque si vantino con i lumi, che hanno sparso della massonica filosofìa, di aver illuminato anche chi siede va da tanti secoli nelle tenebre, mi son posto nel sistema mio di tener testa solo in ciò che riguarda il mio ministero vescovile (5 ottobre 1817).
La Restaurazione dello Stato pontificio dovrebbe avere il valore, secondo il Gazzola, essenzialmente di tuia rinnovazione religiosa. Vano è cercar nuovi ordinamenti amministrativi e di governo, che hanno come solo risul­tato quello di allontanare sempre più Roma dalla sua missione spirituale, profanandola e assomigliandola troppo a uno stato laico. *) Il Signore la illumini, scrive 1 6 dicembre 1816, e rientri nelle antiche massime di so­stenere prò aris et focis li suoi diritti dello Stato, e della Chiesa e degli eccle­siastici . Quanto al temporale si potrà provvedere con un ritorno puro e semplice allo stato di cose anteriore alla rivoluzione: un bel decreto steso secondo le formule curiali, per dire presso a poco così: Pius etc. Tutte le cose ritorneranno come al 1796 (30 settembre 1820). Su questa linea egli si mantiene nel governo della sua diocesi, ristabilendo le antiche prerogative, per quanto gli lasciano fare, e preoccupandosi di richiamare i suoi fedeli alla antica pietà.2)
Si coglie qui uno degli aspetti più qualificanti delle concezioni mistico-politiche degli zelanti , la tendenza a sopravvalutare, come nota il Maturi e riprende il Petrocchi, l'elemento extra-umano nella politica.3) Un'arbi­traria estensione dell'invito evangelico a cercare in primo luogo il Regno di Dio, li porta a disprezzare, essi che hanno esperimentato l'effimera durata degli imperi edificati dagli uomini, i sussidi delle tecniche temporali e a con­fidare solamente (su questo avverbio va messo l'accento) nell'ausilio della
0 U Gazzola ai scaglia con violenza contro il tono troppo mondano che verrebbe assu­mendo la Corte pontificia, accrescendo, con le eccessive spese, il già- grave dissesto economico, e snaturando il suo carattere essenzialmente religioso: A. Roma spese di lusso per l'alloggio e ricevimento dell'Imperatore e dappertutto vi è fame e pesi: fame ai poveri, che languiscono, e pesi ai possidenti; e l'erario nella massima ristrettezza, mi scrive mons. Tesoriere. Accresci­mento di guardie nobili, vestite come li soldati dell'Imperatore; movimento di truppe all'uso francese. In una parole: il castigo non è finito.
2) Colla osservanza delle leggi sinodali, editti e decreti di visita del Cnrd.le Garampi ho sistemate in bene queste due diocesi e ora le faccio perlustrare dai missionari cappuccini: dopo le feste verranno qui a fare le SS. Missioni, Tutto si è fatto di comune soddisfazione e pace del Clèro e de* secolari, signori e poveri (11 dicembre IBIS).
3) W. MATUSI, 11 concordato dal 1818 tra la Santa Sade e lo Duo Sicilia, Firenze, 1949, p. 29; M. PETROCCHI, La Restaurazione, il card. Cantalvi o la riforma dal 1815, Firenze, 1941, p. 40,