Rassegna storica del Risorgimento

VALDISMO ; PROTESTANTESIMO ; MAZZARELLA BONAVENTURA
anno <1956>   pagina <420>
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Roberto Jouvenal
H fatto clamoroso che provocò l'abbandono della Chiesa valdese da parte del Mazzarella fu la vendita alla Chiesa cattolica della Gran Madre di Dio in Genova, locale che già era appartenuto alla Chiesa romana e che, diventato deposito di merci, era stato comperato dalla Chiesa valdese per essere adibito a culto. La Chiesa romana protestò vivacemente, tramite il vescovo Charvaz, e Cavour consigliò la Tavola valdese di addivenire ad una transazione rivendendo il locale al governo piemontese. L'ex santuario della Gran Madre fu cosi restituito al culto cattolico e la Chiesa valdese acquistò un nuovo terreno in via Assarotti, località pia centrale, dove aprì il suo tempio. La reazione di Mazzarella fu violenta e ne nacque una scis­sione per cui duecento membri abbandonarono con lui la comunità valdese. Per Mazzarella suonava scandalo gravissimo la riconsegna d'un locale di culto evangelico al culto idolatrico come egli lo definiva della Chiesa cattolica. Cedere sulla rivendicazione avanzata dalla Chiesa catto­lica doveva essere politicamente ragionevole e religiosamente insignificante per Giuseppe Malan, membro della Tavola valdese, che trattò la cessione col Cavour. La cessione della Gran Madre fece per contro l'effetto su Mazzarella che farà più tardi su molti Italiani la cessione di Nizza e Savoia alla Francia da parte del Cavour. Dimostrò di considerare assai più il cat­tolicesimo Mazzarella sentendosi offeso, che non la Chiesa valdese che ne cavava un vantaggio politico quello di non contrastare i difficili mo* menti della politica interna sabauda ed un vantaggio propagandistico, quello di trasferirsi in un locale più centrale. Ma è proprio su queste peri­colose inframmettenze tra religione e politica che Mazzarella non poteva seguire la linea di condotta della Chiesa valdese. Il cristianesimo non può patteggiare, sia pure indirettamente, con l'Anticristo. In realtà Mazzarella non si rese conto che la sua posizione era anch'essa politica; anzi, tanto politica, da perdere di vista i confini tra la sfera di competenza della Chiesa e la sfera d'incompetenza della Chiesa stessa, per non vedere altro che l'azione decisamente rivoluzionaria anticattolica della Chiesa cristiana che considera ogni campo di sua competenza quando si tratta di abbattere la Chiesa romana fondata sull'errore. 11 suo distacco dalla Chiesa valdese ha in realtà ragioni ben più profonde che il fatto della Gran Madre di Ge­nova. La causa vera del suo distacco non va neppure ricercata in contrasti dottrinali, poiché dalla lettura dei suoi scritti e dalle sue lettere ci si può rendere conto di quanto egli fosse evangelicamente ortodosso. E nostra opinione che il giudizio di Arnaldo Della Torre ') vada su questo punto rivisto. Per il Della Torre la vera ragione del distacco sta nel fatto che in Mazzarella l'evangelismo rivoluzionario italiano si trovò ad essere conna­turato con il plimuttismo.2) In realtà Mazzarella rifiuterà l'accusa di pli-muttismo e la vera ragione del suo distacco dalla Chiesa valdese è da rieer-
store valdese Tron che abitava a La Torre di Lusernn, odierna Torre Pelliec. Il fascicolo è indicato, nella biblioteca della Bocieta di studi valdesi, con l'imiioluziouc: Manoscritti del­l'Opera d'Evangclizzuzione, {fascicola IV . Per abbreviazione lo indicheremo con la sigla M. 0. E.
J ) AHNALDO DELLA TORRE, II Cristianesimo in Italia dai filoso/isti ai modernisti, appendice a SALOMON REINACH, Orpheus, Storia generate della Religioni (traduzione di A. Della Torto). Milano, 1913.
2) A. DELLA TORBE, op. citi, p. 151.