Rassegna storica del Risorgimento

VALDISMO ; PROTESTANTESIMO ; MAZZARELLA BONAVENTURA
anno <1956>   pagina <425>
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Mazzarella, il valdismo e la riforma in Italia nel secolo XIX 425
né opposizione. Ma nel 1857 iniziò un'attività cvangclistica ad Alessandria con Teodoro Pietrocola Rossetti, il nipote di Gabriele: a questi si aggiunse nel 1860 il conte Guicciardini che, stabilitosi a Nizza Marittima, creo con Ernesto Naville un comitato di aiuto a questa Chiesa cristiana libera di Alessandria. Gli anni susseguenti al distacco di Mazzarella dalla Chiesa val­dese furono gli anni suoi spiritualmente più fecondi: nel 1857 scrive la Pro­fessione di fede dei cristiani evangelici d'Italia, nel 1860 la Critica della Scienza e nel 1864 i Della Critica libri tre che vedranno la luce in due volumi. En­trato in parlamento sedè a sinistra, come era a sinistra l'evangelismo gari­baldino, e ciò è tanto più significativo dell'incertezza teoretica di Mazza­rella che garibaldino non era in religione: il suo posto sarebbe stato a destra in quanto la Destra storica faceva uno sforzo, sia pur fatalmente contrad­dittorio, di comprensione laica de] protestantesimo.J) La sua uscita dalla Chiesa valdese nel 1854 gli attirò le ire d'un pastore valdese che in una lettera anonima (ma non troppo !) lo accusò: 1) di essere preoccupato più di problemi politici che di problemi religiosi; 2) di essere* religiosamente parlando, un radicale, cioè un darbista; 3) di essere un vanitoso e povero merlotto caduto nelle mani di qualche intrigante. Non possediamo questa lettera anonima ed i capi d'accusa sopra elencati sono dedotti dall'introdu­zione della lettera di risposta del Mazzarella che aveva perfettamente indi­viduato il suo anonimo accusatore. 2) Questa risposta di Mazzarella è som­mamente interessante per i giudizi da lui portati sulla Chiesa valdese. Essa dice in sostanza il Mazzarella non è mai riuscita ad evangelizzare i suoi circonvicini cattolici: come quindi può pretendere di evangelizzare l'Italia ? Nell'epoca della Riforma, mentre in tutta l'Europa transalpina il protestantesimo dilagava, il valdismo non seppe creare centri di evan­gelizzazione in Italia, ma solo colonie di valdesi originari tutti dalle Alpi. I valdesi sono veramente l'JsraeZ des Alpes: come gli ebrei, essi sono tenaci, ostinati, rozzi, pronti a gridare allo scandalo, sospettosi. I pastori valdesi sono quindi limitati e formalisti, ancorché zelanti, fedeli e, in certo qual modo, istruiti; sono comunque discendenti dei più grandi conservatori che abbia avuto il cristianesimo e mal potrebbero ispirarsi ad uno spirito coni-
Ipletamente Ubero:conservatori per centinaia d'anni, vi siete trovati d'un tratto trascinati dal carro d'un popolo che s'avanza, che maledice al vec­chio,, che s'informa a principi nuovi. Se credete di combattere il cattoli­cesimo confutando il concilio di Trento o il Bellarmino, voi lo toccate ap­pena! Accorato e sincero, Mazzarella, in questa lettera, esprime tutto l'ardore rivoluzionario di cui si sente dominato. La rivoluzione religiosa d'Italia: questo egli auspica. Troppo conservatore gli sembra, per ciò fare, il valdismo. Troppo ignoto all'Italiano e troppo a lui estraneo per capirlo ed essere capito. In realtà una volta ancora il sogno di Mazzarella resta un desiderio sentimentale, revivalistico, ma senza chiare idee. Che vuol infatti dire che non si può combattere il cattolicesimo semplicemente con­futando il concilio di Trento o il Bellarmino ? Vuol dire che il razionalismo, per cui si batteva Ausonio Franchi, che credeva con quest'arma di distac-
1) GANGALE, op. cu., p. 32.
2) Lettera di risposti! al signor T... delia Torto, di cui vedasi nota 7, a p. 419.